Capezzoli, gemme brillanti, in trepida attesa di dolci carezze. Turgidi, al solo pensiero del tocco gentile dei miei polpastrelli. Felici, al solo sfiorarli con un breve sussulto mi cadono ai piedi. Rassegnati, per gioco o per amore, e questo ben lo sanno, sempre spremuti saranno. Questa qui sopra non è una poesia, ci mancherebbe: è solo una presentazione di sensazioni che presuntuosamente nel titolo ho definito 'sensuali'. In realtà si tratta di due chiacchiere, tra amici, non necessariamente al bar. Chiacchiere, squisitamente quasi agricole. Novembre, andiamo... no, non è tempo di migrare, è tempo di raccolta. Delle olive. Siamo in anno paro, quindi non avrebbero dovuto esserci; o esserci, ma in quantità direi infinitesimali. Negli anni pari precedenti, mano a mano che maturavano a nero, le raccoglievamo, le pesavamo (pesare = voce del verbo "pestare", secondo l'idioma locale, che ne estende il significato a "picchiare di sa...
:-)
RispondiEliminaSan Rolando prega per noi.
RispondiEliminaSun cuntent,alera ura ca faseija quaicosa 'd bun.
RispondiEliminabene
RispondiEliminacerchiamo di proseguire su questa strada!
Ti auguro che questo sia solo l'inizio....ciao
RispondiEliminaIl micio si è fatto una canna..?
RispondiElimina:-)))
RispondiEliminaBelle parole... meglio farlo fare ad altri il sorriso piuttosto che fingerlo noi se non vogliamo.
RispondiEliminaun sorriso ,un pò anche mio............
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