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Non avrei scommesso un centesimo...

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E così, ridendo e piangendo, celiando e seriando, ponzando e 'scimmiando', leggiucchiando e scribacchiando,  sono arrivato agli 85 anni. Età non ancora veneranda, ma già valutabile come 'discreta'.   Di vita vissuta... nonostante tutto. Se quel 19 ottobre del 1941 avessi avuto contezza della mia venuta al mondo, su me stesso non avrei scommesso un solo centesimo (di lira dell'epoca): tutte le premesse mi davano per spacciato prima ancora che smettessi di bagnare il letto. Ho saputo in seguito che quegli anni erano stati duri per tutti, durissimi per molti; ma quel pensiero non mi ha mai consolato, non ho avuto modo di vedere quel periodo come " mal comune, mezzo gaudio" . Non ho avuto qualcuno che mi chiedesse: " Cosa vorresti fare da grande?" . Forse perché non era prevedibile che 'grande' sarei mai diventato; grande inteso come vecchio...   Mi dicevano: "Guarda le nuvole, in quelle vedrai il tuo futuro ". Le cercavo, per sap...

Macedonia

Con 104°F all'ombra, se non si fa girare il cervello, questo si adagia in una sonnolenza ambigua, che potrebbe fare pensare a un'indifferenza verso quello che accade nel nostro (piccolo) mondo. Così mi sono trovato a pensare agli ultimi fatti di cronaca, neri e grigi. E, tanto per passare il tempo, mi sono soffermato su alcune coincidenze che riguardano le nostre Forze dell'Ordine, in particolare dei Carabinieri e della Polizia. Quelle Forze dell'Ordine che sono sempre oggetto di (giusta) difesa da parte delle istituzioni, in particolare di quelle prettamente parlamentari.  Beh, sempre... diciamo quasi sempre. Sono andato a spulciare quale delle due ha seguito i singoli casi, e ne è uscito un interessante confronto sul modo in cui sono stati accolti gli esiti delle indagini. Cominciamo dalla Famiglia nel Bosco : indagini sul caso affidate ai Carabinieri e, a seguire, alla magistratura e ai servizi sociali. Non mi pare che ci sia stato un particolare apprezzamento del la...

Appendice di un romanzo

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È finita così, una storia iniziata da almeno un paio d'anni. Ad allora risalgono le certezze di una vittoria senza concorrenti, quando ormai le opposizioni non erano più tali neanche per salvare le apparenze. Fino a poco prima della presentazione delle liste elettorali era dato per scontato che una sola lista si sarebbe presentata al giudizio dei cittadini. Tant'è che quella lista iniziale, comprensiva di tutti i precedenti consiglieri della giunta, era stata integrata con altri, in sostituzione dei precedenti oppositori ritiratisi dalla lotta, senza lasciare rimpianti, avendo da tempo rinunciato a fare quello per cui a suo tempo erano stati eletti. C'era un piccolo, improbabile, ostacolo che avrebbe potuto impedire la nomina in blocco unico di quella maggioranza: l'assenteismo. Che avrebbe potuto essere motivato da tanti fattori. Tra i vari, la disistima generalizzata per quanto fatto, o non fatto, dall'amministrazione uscente; ovvero l'antipatia personale vers...

Ego sum ego...

... e il seguito lo lascio al marchese del Grillo, impersonato magistralmente da Alberto Sordi nell'omonimo film del 1981, e che qui fa da incipit a questo racconto che non è di fantasia ma di semplice cronaca di vita quotidiana. La vicenda nasce e si sviluppa in un paesotto marinaro con propaggini montane, i cui abitanti oscillano tra i 4.998 e i 5.002 per via dei molti decessi e delle poche nascite, in linea con quello che accade in Regione e nel resto della Penisola. Un paese che non offre molte possibilità di lavoro e quelle poche malamente retribuite, con tendenze al 'nero' per risparmiare sui costi. Come altrove, dove sia ancora possibile e dove il posto fisso a tempo indeterminato è ormai una chimera. È il racconto di un personaggio che mi ha colpito più per la sua furbizia che per la sua intelligenza. La prima talmente luminosa da apparire evidente a chiunque abbia diottrie mentali sufficienti, la seconda talmente surclassata dalla prima da risultare come 'non p...

Una storia calabrese (settima parte e fine)

Ebbene, sì, la tanto sospirata Concessione Edilizia in Sanatoria è arrivata. Dovrei stappare una bottiglia di spumante e scolarmela tutta in segno di giubilo, dopo il tanto veleno ingurgitato soprattutto negli ultimi nove mesi. Dovrei, vorrei... ma sarebbe un " e vissero felici e contenti " non coerente con quello che ho trovato. Dell' ultimo miglio ho detto nella sesta parte di questa storia. Ora che ho in mano il documento ne sviscero anche le virgole, tanto per essere sicuro che non risultino trappole occulte. Intanto, ma è il meno, la tanto attesa Concessione non è una concessione ma un " permesso di costruire in sanatoria ", scritto in grassetto maiuscolo all'interno di un riquadro segnalato come 'oggetto'. Che mi pare terminologia quantomeno impropria: avevo chiesto una sanatoria per un qualcosa di già costruito, peraltro non da me, per un manufatto non in regola, e mi ritrovo con un'autorizzazione a costruire... Sarò pignolo, ma a me par...

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