lunedì 15 gennaio 2018

Pranzo del 4 Marzo 2018



Ristorante ITALIA
MENU provvisorio (in costante aggiornamento)
(valido fino al 2 Marzo 2018, max ore 24)

Eliminazione del canone RAI
(chef: renzi matteo)
Eliminazione bollo auto
(chef: berlusconi silvio)
Eliminazione tasse universitarie
(chef: grasso piero)
Reddito minimo garantito di 780 € mese
(chef: di maio luigi)
Reddito a coniugati con prole 1250 € mese
(chef: berlusconi silvio)
Paga oraria minima 10 € all'ora
(chef: renzi matteo)
Tasse aliquota unica 23/20% del reddito
(chef: berlusconi silvio)
Tasse aliquota unica 15% del reddito
(chef: salvini matteo)
Pensione a 60 anni con minimo 1000 €
(chef: berlusconi silvio)
Jus soli e incremento immigrazione
(chef: boldrini laura)
Basta che se magna e 'n par de portrone
(chef: meloni giorgia)
Abolizione tasse sui beni della chiesa
(chef: bergoglio giorgio detto francesco)
Cittadinanza italiana a tutti gli animali
(chef: brambilla michela)
Riapertura case chiuse
(chef: salvini matteo)
No all'obbligo vaccini
(chef duplex: salvini-di maio)
Asili nido gratis per tutti
(chef: lorenzini beatrice

In attesa di sponsor
Pensioni ogni 28 giorni
(basta con i “non si arriva a fine mese”)
Funerali a totale carico dello Stato
(pur di non pagare lo Stato ci farà vivere)
Case per anziani aperte anche ai giovani
(come alternativa a portici e stazioni)
Lotta al bullismo dilagante
(col ripristino delle antiche botte che rieducavano da subito)
Raccolta rifiuti a totale cura della UE
(comprese quelle 'cittadine' che ne sono invase)
Cittadinanaza italiana a Trump e Kim-jong un
(affinché scoprano un altro modo di vivere oltre le atomiche)
Lotta alla disoccupazione
(con assunzioni in massa alla camera e al senato)
Frutta
Siamo già ben oltre la...
Amari e pussa-caffé
arsenico – cianuro – cicuta – aconite
da sgranocchiare: bacche di belladonna
(a richiesta sarà possibile il consumo come aperitivi)


domenica 14 gennaio 2018

Valle del Belice

In occasione della visita dell'ennesimo Mattarella in quella Valle, mi è tornata in mente questa poesia, scritta da Francesco Zaffuto appunto nel 1968, poco dopo quel terremoto. Gli eventi simili che si sono susseguiti da allora la rendono perennemente attuale. Alle chiacchiere, alle promesse (da quelle più antiche a quelle più recenti) non sono mai seguiti i fatti, quelli veri. Al governo, al potere, si sono susseguiti tutti i colori dell'arcobaleno, con tante sfumature: cambi e scambi di poltrone, a scaldare onorevoli deretani... Certo, a sentire le promesse in vista delle prossime elezioni, tutto cambierà, esattamente come capita a ogni tornata elettorale. Come dire che chiunque vinca siamo a cavallo.
Valle del Belice

Panico
misto a dolore
che umilia lo sguardo
di colui che cerca il suo
tra cose che marciscono distrutte
Il suo delle cose
Il suo degli amori
dei pianti
delle ansie
dei pochi momenti felici
delle illusioni che scompaiono
dietro mucchi di pietre cadute
E noi siamo vecchi
e il magma della terra
ancora ribolle
assesta colline e monti
in nuovi ordini
in un corollario disumano
ignorando le genti
Poi le jene
i corvi
i falchi
gli spolpatori di cadaveri
le genti dall'occhio furbo
i migliori che abbiamo
i più onorati nei pregi
pronti a saltare sulle ultime membra
che rimangono ancora a brandelli sulle ossa
e spolpare con foga indigesta
E noi restiamo stupidamente vecchi
mentre il magma della terra ribolle
e assesta colline e monti.

Francesco Zaffuto, 1968

venerdì 12 gennaio 2018

Correva l'anno...

4 Marzo 1848


4 Marzo 1943



4 Marzo 2018



domenica 7 gennaio 2018

Buoni propositi per il 2018


Pernigotti, cioccolato fondente nocciolato, cm. 57x14,5, peso netto 1 kg, scadenza 7/12/2018.
Ce la farò a finirlo prima della scadenza?
Il tempo ci sarebbe, anche se il "via" al consumo non potrà avvenire prima di una ventina di giorni, quindi verso fine gennaio, quindi con circa un mese in meno disponibile per l'operazione.
Tenendo presente che non sono goloso per natura, la fatica sarà maggiore.
In questo lasso di tempo soltanto minestrine (vegetali), insalate con poco olio e pochissimo sale, frutta, vino a gocce. Cucina e cuochi televisivi all'inferno...
Qualche malalingua potrebbe insinuare che un tipo posato-meticoloso-serioso-morigerato come me possa avere sbracato, almeno un pochino, nel corso delle recenti feste.
Ebbene, non è così, smentisco categoricamente e ricorrerò alle vie legali verso chi dovesse sostenere una simile bestemmia.
Il fatto è che è stato molto più peggio (licenza ministeriale, poco grammaticale ma molto poetica e assai espressiva).
Ce la posso fare.

venerdì 5 gennaio 2018

Considerazioni della Befana

Volete voi pagare 0,02 euro i sacchetti bio così non soffrite a vedere sui siti i video delle tartarughe uccise dalla plastica? 
«NO» 
A proposito, siccome i mari sono pieni di sacchetti di plastica e non li ha buttati tutti Trump, volete voi smettere di abbandonare rifiuti in acqua? 
«NO» 
Volete voi cambiare la vostra vecchia caldaia che inquina più di tutti i Suv di Cortina con una nuova caldaia a condensazione che riduce le emissioni dell’80% e ci sono un sacco di agevolazioni fiscali così costa meno di un iPhone ma non la installa nessuno?
 «NO» 
Volete voi smettere di gettare le bottiglie di chinotto nel cassonetto della carta e i resti di pizza in quello del vetro e il televisore usato in mezzo alla strada così avremo meno discariche e un sacco di campi fioriti e di begli alberelli? 
«NO»  
 Volete voi spendere un paio di euro per un posacenere tascabile così la smettete di decorare le nostre città, le nostre campagne e le nostre spiagge di qualche milione di mozziconi lasciati a terra in Italia ogni giorno? 
«NO» 
Volete voi andare in pizzeria una volta in meno a settimana per installare i pannelli solari così da non dovere nemmeno comprare il calendario del Wwf coi cormorani intrisi di petrolio? 
«NO» 
Volete voi usare meno la macchina e, se la usate, metterla in un parcheggio a pagamento così da non girare due ore a scaricare gas e a cercare un posto e finisce che la mettete in divieto e prendete pure la multa? 
«NO»
Volete voi mandare a casa tutti i politici, ché se il mondo è lercio e il lemure del Madagascar è in via d’estinzione è colpa loro? 
«SÌ SÌ SÌ SÌ SÌ» 

domenica 31 dicembre 2017

Autopsia di fine d'anno

Ho 'rubato' queste testimonianze a laRepubblica... Il copia-incolla non fa parte del mio bagaglio, ma qui si tratta della classica eccezione che conferma la regola. Essendoci, in questo calderone (dove ci si trova cucinati a fuoco più o meno lento), ritengo che migliori auguri non sarebbero possibili. Di questi messaggi, variegati come lo è il mondo della salute in genere, rilevo un invito comune, indirizzato a chi è in buona salute e a chi non lo è (più): vivere, vivere sempre, vivere comunque. Uno dei crucci più sentiti, quando si finisce in questo pentolone, è quello di indurre "gli altri" alla pietà, al 'poverino' o al 'poveretto', quando non al 'poveraccio'. C'è la tendenza a incoraggiare, come se in queste situazioni l'avere coraggio possa essere un toccasana, o quantomeno un placebo. Certo, il mantenere un pizzico di umorismo aiuta molto; ma non si tratta di coraggio: è un dono, una prerogativa, una presa d'atto che cambiare atteggiamento non muterebbe una situazione non più controllabile. O controllabile fino a quando... e comunque non per proprio coraggio ma per interventi esterni, non sempre concessi a tutti e non sempre nella stessa misura. Auguri, auguri a tutti: chi ha la salute se la tenga stretta e la difenda come bene che più prezioso non ce n'è; chi non ce l'ha più si rallegri pensando che difficilmente, nel suo arrancare tortuoso, affonderà il piede in una guano di mucca. Ne siamo già sommersi fino al collo... e, per non farci mancare niente, non solo con i problemi di salute. 
“Le ricorrenze portano sempre con sé grandi emozioni. Perché hai la fortuna di viverle. Perché hai la gioia di poterle condividere con chi ami. Perché il dolore ti attanaglia nel vedere 'quel' posto vuoto. Perché ti senti inutile nel meccanismo… Spesso però interviene l’equilibrio, il sano equilibrio che ti fa pensare che, solo per il fatto di esserci, hai il dovere di vivere, vivere veramente al massimo. Proprio per chi non c'è più. E impegnarti per far si che qualcosa nel meccanismo globale cambi. Con l’aiuto di tutti, con la passione di tutti, con l’amore di tutti. Ecco, un augurio sarebbe proprio quello di trovare, ovviamente non solo in questo periodo, quell’amore da cui siamo nati. Quell’amore che ci fa Persone. Quell’amore che, se lasciato libero, ci indica la strada per migliorarci e migliorare, con il nostro esempio e non le nostre parole, il mondo che ci circonda”. Claudia Santangelo, Ferrara, presidente dell'Associazione “Vivere senza stomaco si può”
 “Ringrazio il mio cancro che mi ha fatto dono di tutto questo e della possibilità di apprezzare maggiormente la gioia del Natale, con l’affetto di altri angeli in terra, di altri nipoti: un Natale, tutto luci e melodie, che rinfranca l’anima e culla il cuore. Un Natale di gioia, di pace e di serenità che auguro, centuplicate, a tutti e, soprattutto, ai tanti bambini e alle donne e agli uomini che hanno avvertito su di sé il brivido del terribile e vivono nel benessere del tollerabile. Di vero cuore i più calorosi auguri”. Giuseppe Perrotta, chirurgo in pensione (71 anni) e paziente, tumore del colon
“Il Natale di quattro anni fa venivo dimesso dall’ospedale, dopo aver ricevuto la diagnosi di un tumore maligno alla testa del pancreas ed aver subito un’operazione, purtroppo non andata a buon fine. Andai a casa dopo tre mesi di ricovero: non camminavo e piano piano, con il mio bastone, mi sono nuovamente trovato tra le mura del mio focolare domestico. Dalla Sicilia venne mia madre, mia sorella con suo marito e il mio nipotino. Insieme con mia moglie abbiamo passato quel Natale del 2013 come se fosse l’ultimo. Il 2 gennaio del 2014 iniziai a sottopormi alle terapie salvavita, che si sono protratte per sedici mesi, poi non è stato possibile andare oltre. E ormai anche il Natale del 2017 è passato e mancano pochi giorni al nuovo anno. Spero di trascorrerlo serenamente con mia moglie e mia madre, e non posso desiderare altro dalla vita. Certo vorrei tanto avere altri pensieri, come quello di affrontare il problema dei canditi sul panettone, invece devo cercare di sopravvivere ancora un po’ con questa malattia. Ho percorso a piedi in quest’anno oltre 6.000 chilometri di cui 2.248 per riuscire a vedere l’oceano Atlantico. Auguro a tutti di passare delle serene festività, pronti per affrontare anche il 2018, un nuovo anno, nel migliore dei modi, con serenità e felicità. Buona vita da un malato di cancro in cammino. Andrea Spinelli, 44 anni, adenocarcinoma del pancreas in stato avanzato

“Un anno fa, il 16 dicembre, ho subito l’intervento di rimozione del linfonodo sentinella a seguito di diagnosi di melanoma. Ricordo bene quei giorni, l’atmosfera del Natale, il timore per l’operazione, l’intervento e il ritorno a casa. Poi un altro intervento, per eliminare altri linfonodi e con essi, definitivamente, il tumore. È passato un anno, sto bene, un nuovo anno è di nuovo alle porte, i ricordi si sommano e si sovrappongono al presente. L’esperienza che ho vissuto mi ha dato una consapevolezza nuova, un senso di leggerezza e distacco dagli affanni del quotidiano che cerco di mantenere. Auguro a chi naviga in questo sito di trovare notizie, informazioni, ma soprattutto auguro di trovare opportunità di condivisione, possibilità di dare voce alle proprie emozioni e intuire nell’esperienza di altri il proprio percorso”. Massimo Olivieri. 45 anni, melanoma

“Bob Marley cantava don't give the fight: non smettere di lottare. Ecco, il mio augurio per chi sta combattendo è di avere sempre energie per farlo, di trovarle anche quando si crede di non averne più. È per gli affetti di chi non ce l'ha fatta (sono loro che ci fanno capire quanto siamo fortunati) e per chi ce la farà. I malati di cancro sono guerrieri non violenti che conoscono il valore della vita e quello dei sentimenti in modo profondo. Non fosse altro perché hanno rischiato, o rischiano, di perderla. Chi sopravvive al cancro testimonia che ce la si può fare, che vale la pena tentare, con la consapevolezza che può non bastare. Auguri di trovare la terapia giusta, il sorriso del medico che ti rassicura, gli esami che vanno bene: questa è la felicità per chi è ammalato. Auguri di avere sempre il referto che ci aspettiamo, in modo che ogni volta sia Natale o l'inizio dell'Anno nuovo. Auguri ai ricercatori, ai medici, agli infermieri, a tutti quelli che lottano insieme a noi. Don't give up the fight e donate per la ricerca”. Marco Dell'Acqua, 51 anni, mieloma

“A coloro che hanno passato il primo Natale senza la persona che hanno amato, a quelli che devono andare via, fuggire dai luoghi che hanno condiviso con chi non ce l’ha fatta, perché non ce la fanno a resistere senza, vanno i miei primi auguri. Poi auguro buon anno e quelli che sono in terapia: avanti, forza! Mettiamoci ottimismo nelle cure contro questa malattia, anche se gli effetti sono pesanti, possiamo farcela. Moltissimi ce la fanno. Siamo tanti, non siamo soli! Auguri anche a chi ci sta accanto, ai nostri caregiver: ai nostri coniugi, figli, genitori. Gli effetti delle cure possono essere pesanti anche per loro, difficile da sopportare può essere l’umore. Noi sappiamo che a volte non è facile starci accanto. Infine un pensiero per il nuovo anno e per sempre: ricordiamo a noi stessi e a tutti quelli che incontriamo l’importanza della prevenzione. Non dimentichiamo mai di farci controllare i nei, se abbiamo un dubbio togliamocelo! Andiamo nei centri specializzati, rivolgiamoci agli specialisti. Non aspettiamo: prevenire salva la vita". Monica Forchetta, Associazione Italiana Melanoma

Ricevuto, li giro a chi li voglia

AUGURI A TUTTI



Quello che è stato lo sappiamo
Quello che sarà lo sapremo
Quello che È è ciò che viviamo
Quello che È è l'attimo fuggente
da vivere comunque
Bello o brutto che sia
non lo troveremo mai più.

mercoledì 27 dicembre 2017

Oggi, 27 dicembre, dovrebbe diluviare...

... invece, dopo un inizio nuvoloso, è pure uscito il sole.

Ci sono, nella vita, occasioni o, per meglio dire, situazioni che costringono a rivedere le proprie convinzioni, fino a poco prima garantite da esperienze accumulate da lunghissima data.
Passo al dunque, così non perdiamo tempo.

Lo specialista, in vista di un prossimo controllo, tra gli altri esami ha richiesto l'RX torace.
Nella visita di controllo precedente, questo esame mi aveva fatto fare i tuffi carpiati per riuscire ad ottenerlo. Telefonicamente, al CUP mi avevano rimandato al 2018; solo per avviare la prenotazione, con l'esame da prevedere sine die.
Mi ero rivolto a una clinica privata e, logicamente, lo avevo potuto avere la settimana successiva alla richiesta.
Eravamo a giugno di quest'anno.
Avevo saputo che le prenotazioni per gli esami clinici, oltre che al CUP era possibile tentarle allo sportello ticket, direttamente all'ospedale.
Molto dubitoso (si può dire?), stamattina, complice anche la giornata discreta, verso le 9,30 mi sono avviato verso la bolgia di attesa per l'accesso a quel benemerito ufficio.
Dicevo "bolgia", ché quella solitamente si trova in quei ritrovi, numerino di accesso bene in vista, occhiate e occhiatacce verso chi si presume voglia "accelerare" il colloquio saltando la coda.
Vuoto, non un'anima, come si dice.
Brutto segno.
Buttato lo sguardo oltre la porta, allo sportello c'era una signora..
Non ho preso il numero.
Dialogo allo sportello:
Io: "Vorrei prenotare questi raggi".
Lui: "Le prenotazioni, per quest'anno sono state chiuse; se ne parla dal 2 gennaio in poi".
Io, rassegnato: "Bene, ci vediamo settimana prossima".
Lui: "OK... ma, aspetta...".
Per una conoscenza profonda mi dà del "tu"...
Conoscenza profonda unilaterale, ovviamente.
Lui, di me, sa tutto: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale; sa cosa chiedo e sa perché lo chiedo... È tutto nell'impegnativa.
Io, di lui, so neanche il nome...
I miei capelli grigio-pallido, evidentemente, invitano alla tenerezza; la stessa in uso verso un bambino.
Casualmente un po' cresciuto.
Lui smanetta per un po' alla tastiera del computer di servizio, poi...
"Mi dispiace...".
Io: "Non importa, ritorno più avanti...".
Lui: "No, no, mi dispiace che, se vuoi, puoi andare a a farti un giro e tornare qui verso mezzogiorno, direttamente in radiologia...".
Mi consegna il foglio di prenotazione.
Sono circa le 10, posso tornare a casa a prendere il referto precedente, utile per un confronto immediato sull'andamento toracico.
Prenotato per le 12,06.
Ore 11,45: consegnato il foglio al bancone della radiologia.
Nell'antistadio tre file di sedie, tutte occupate, una ventina di persone.
In attesa.
Prevista l'uscita per cena. A saperlo mi sarei portato un panino di prosciutto e formaggio, con una provetta da un quartino di vino rosso.
L'addetta: "Si accomodi, bisogna aspettare un pochino, chiamo io".
Ore 12,10, invito in sala raggi...
Mannaggia, ha ragione chi dice che quando c'era Lui (l'altro lui, non il mio di stamane) gli orari si rispettavano!.
Quattro minuti di ritardo, non ci posso credere... dove andremo a finire con questo passo?
12,20: fine dell'esame.
"Se vuole aspettare in sala d'attesa, le diamo subito il cd e il referto".
12,30: esco a rivedere il cielo.
E non diluvia...
Il mondo sta per finire.
Alleluja!