Non avrei scommesso un centesimo...
E così, ridendo e piangendo, celiando e seriando, ponzando e 'scimmiando', leggiucchiando e scribacchiando, sono arrivato agli 85 anni. Età non ancora veneranda, ma già valutabile come 'discreta'. Di vita vissuta... nonostante tutto. Se quel 19 ottobre del 1941 avessi avuto contezza della mia venuta al mondo, su me stesso non avrei scommesso un solo centesimo (di lira dell'epoca): tutte le premesse mi davano per spacciato prima ancora che smettessi di bagnare il letto. Ho saputo in seguito che quegli anni erano stati duri per tutti, durissimi per molti; ma quel pensiero non mi ha mai consolato, non ho avuto modo di vedere quel periodo come " mal comune, mezzo gaudio" . Non ho avuto qualcuno che mi chiedesse: " Cosa vorresti fare da grande?" . Forse perché non era prevedibile che 'grande' sarei mai diventato; già la possibilità che potessi diventare adulto era aleatoria, che potessi anche arrivare alla vecchiaia, vista la situazione ge...