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Tanto pe' parlà

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Dio è con noi

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Evviva, eureka, alleluja, gaudeamus! Lo abbiamo trovato, infine lo abbiamo trovato! Da tempo Francesco I° l'Argentino chiedeva a noi: “ Dov'è Dio? ”; essendone rappresentante legale in Terra, lo cercava anche per conto suo e, confidenzialmente, gli chiedeva: “ Dio, dove sei?”. Ogni occasione era buona, meglio ancora se cattiva, visto che da un bel po' di tempo occasioni buone ce ne sono state poche. Da parte nostra, a ogni disastro, che siano terremoti crolli attentati epidemie alluvioni accidenti vari, avevamo preso l'abitudine di chiedere a nostra volta: “ Ma Dio 'n do sta? Dio, dove sei?”. Qualche volta, troppe volte, ci siamo allargati chiedendogli: “ Dio, se ci sei, batti un colpo!”, ma abbiamo presto capito che su questo tono era meglio non insistere: a ogni richiesta seguiva un colpo che in violenza superava tutti i precedenti. In America fanno un presidente, in Korea ne fanno un altro, in Italia ci ritroviamo alla guida un triumvirato che non è ...

Notizia di cronaca

Madre coraggio La notizia appare solo sul Corriere della Sera, e altrove non l'ho trovata. Il che mi fa pensare che possa essere una falsa notizia; sperando che non lo sia la sintetizzo. Nel pisano un 34enne esce di casa agitatissimo, anzi violentemente incazzato. Si dirige verso la casa della sua ex amante con la dichiarata intenzione di darle una sonora lezione. O forse di fare un macello, come si dice quando le intenzioni sono chiaramente omicide. Nello specifico femminicide... Talmente evidenti che la madre, dopo avere tentato inutilmente di calmare suo figlio, chiama il 112, avvisando i carabinieri di quanto presume possa accadere. La reazione alla vista degli uomini dell'Arma che lo aspettano sotto casa della ex, conferma uno stato di alterazione in fase acuta. Viene, infatti, fermato per resistenza a pubblico ufficiale e indirizzato al reparto psichiatrico dell'ospedale. Poche le notizie in merito: lui insegnante, lei non si sa, ma questo conta po...

Voci dal passato lanciate nel futuro

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Avanti così, prossimi al traguardo

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La nostra Guernica

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"Aspettare", il vero verbo dell'uomo

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Racconto breve

La vita del gatto in sintesi: Ieri: così ... Oggi: cosà ... Domani: chissà ... Fine del racconto

Silenzio

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Trilussa ieri e oggi

Li nummeri 1.0 0 0 0 0 0 0 Conterò poco, è vero - diceva l'Uno allo Zero - ma tu che vali? gnente, propio gnente, sia nell'azzione come ner pensiero rimani un coso vôto e inconcrudente. Io, invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te lo sai quanto divento? Centomila. È questione de nummeri. A un dipresso è quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore più so' li zeri che je vanno appresso. 0.0 0 0 0 0 0 0 Aho, l'ha detto Trilussa, nun lo dich'io, ma s'era così a li tempi sua, figurati ora che semo mijoni de nummeri zero che stamo a dipresso d'artri che se credono uno ma puro son zero. Famo 'n trenino che a suon de tarantella ce sentimo sazziati con un vaso de nutella, e giramo, e giramo a vôto, cercando solo d'arivare a leccarlo tutto fino a fondo.

Notte di stelle

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Accettare l'inevitabile

È inevitabile... ,,, morire di morbillo ... morire di tumore ... morire di incidente sul lavoro ... morire per violenza ... morire uccisi da mani mafiose ... morire di parto .. morire di fuoco amico … morire È indiscutibilmente inevitabile morire. Miliardi e miliardi di esseri viventi che ci hanno preceduto nei secoli lo dimostrano. Un evento genericamente inevitabile può divenire accettabile? Se sì, mi domando: se morire è accettabile, perché diavolo spendiamo fantastiliardi nell'inutile tentativo di evitare questo evento visto che è, appunto, inevitabile? Ospedali, case di cura, ambulatori, case per anziani, asili nido... E ancora: medici e medicine, enti medici di ricerca, farmacie e case farmaceutiche, maghi e fattucchiere... cosa ci stanno a fare? E gli studenti che all'università fanno a cazzotti per iscriversi alle facoltà di medicina e farmaceutica… chi glielo fa fare? E l'otorinolaringoiatria è davvero indispensabile? merita anco...

Chiamala, se vuoi, recensione

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Sarà capitato anche a voi di avere un titolo in testa, aspettare il corriere, aprire il pacchetto...  e sentire nell'aria quella musica che fa  zum zum zum zum zum zum. A me è successo, ieri all'ora di pranzo e ancora mi risuona nella mente quello zum zum zum. A ogni zum  sento una specie di controcanto, che mi pare faccia, più o meno (ma molto più che meno), fesso fesso fesso . Alternati, con ritmo sincopato: fesso zum fesso zum fesso zum...  Ed è un controcanto ampiamente giustificato. Era successo che un amico, esperto e appassionato bibliofilo, parlocchiando del più e del meno di editoria varia, mi aveva consigliato la lettura di un libro, passandomene il titolo e l'autore. Quest'ultimo garanzia del prodotto stampato. Si era spinto più in là, offrendosi di prestarmelo una volta terminata la lettura. Non mi piace prestare libri e non mi piace riceverne in prestito. Mi darebbe l'impressione di dare mia moglie "in prestito" o pr...

Pedonanti sotto il sole di luglio

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I pedoni sono tutelati dalla Costituzione. La loro protezione è implicitamente sancita dall'articolo sulle minoranze. In quell'articolo sono segnalate solo alcune categorie: i pedoni furono esclusi dalla citazione esplicita, poiché all'epoca della promulgazione risultavano essere la parte maggioritaria degli esseri umani in movimento. (Solo molto successivamente, la Costituzione viene letta, non come tutela di tutti i cittadini, ma come uso e consumo di una maggioranza; che, per renderla più moderna, appena può tenta di cambiarla laddove non coincide con questa lettura. Ma questo è un altro discorso...). Col passare del tempo, questa maggioranza (dei pedoni) si è sfaldata. Ormai, dal risveglio del mattino al rientro serale o notturno sotto le lenzuola, l'uso di qualsiasi mezzo di locomozione ha preso il sopravvento sull'uso delle proprie gambe. Quindi, chi ancora le usa risulta in minoranza; che cala sempre più. Per proteggere questi sopravvissuti s...

Cellulare felino

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Sceneggiatura per un cortometraggio giallo. 'Corto', misurato in altezza. Domenica sera scorsa, vento afoso che tiene il cielo abbastanza terso. Sudori non colanti, ma quel sudore assoluto che se ti mettessi nudo ti sentiresti ugualmente vestito, di una patina velina fastidiosa... che non sarebbe sufficiente ad evitarti un fermo per oltraggio al pudore. Oltraggio al sudore... Decido di fare uno scatto in notturna del panorama marino e, se riesco, di una salva di fuochi pirotecnici programmati per la tarda serata nei dintorni. Di queste splendide immagini è pieno il web, facebook ne sforna almeno una al giorno, tutte foto talmente belle e nitide da farmi ritenere che siano fatte in laboratorio, magari riprese da figure a corredo di testi che ne illustrano ogni trucco messo in atto per la migliore riuscita degli scatti. Misure dell'obiettivo, filtri, posizione, esposizione, tempi, luminosità... Troppo complicato per la mia piccola mente, resa ottusa e refrattaria a ...

Era solo una gatta

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Era "solo" una gatta, e si chiamava Neve... A esser cavillosi, quasi sofisti, sicuramente pignoli, non è che si chiamasse così. L'avevamo chiamata così noi, quando si era presentata in giardino. Tutta bianca, candore di neve, appunto, a parte i due punti neri degli occhi e il rosato tenue dell'interno delle orecchie; un rosato tipo confetto, ma era femminuccia e non avevamo voluto confonderle le idee sul suo genere. Non faceva parte della nidiata che Micia (altra ex, anche lei 'andata' qualche mese fa) ci aveva scodellato in un sottoscala del giardino. Di una nidiata di quattro erano rimasti il Grigio e il Bianco (che nell'immagine è quello stravaccato sulla destra di Neve); un altro Grigio, gemello di questo sopravvissuto e il Nero erano spariti uno dopo l'altro. Quattro maschietti... senza disprezzo per le femmine, una benedizione. Liberi di scorrazzare ovunque all'esterno, contavamo sulla decimazione dei topi e, ci dicevano ma non è vero,...

Poesie dimenticate...

Cerchi qualcosa e non la trovi, magari 'na sciocchezza che non cambierebbe la tua giornata se la trovassi, ma poi ti impunti e butti all'aria la casa per cercarla, diventa un principio ("ricordo benissimo che c'era, non sono rincoglionito a tal punto", assicuri e ti assicuri), e nel bel mezzo del trambusto ti trovi per le mani un libriccino, umile, quasi insignificante tanto è minuscolo. Lo spulci indifferente, poi leggi, poi fai, come si dice, mente locale (non l'ho mai capita: quando si fa "mente locale" vai sempre a ravanare nel passato, e più questo è lontano e più vieni costretto a fare mente locale; bah!, misteri della fede), e ricordi da dove viene, chi te lo ha dato... ricostruisci  un ennesimo pezzetto della tua vita, uno di quei tanti scampoli trascurati poiché ritenuti ininfluenti sul cammino della tua esistenza. Cammino allora percorso al galoppo, poi andante con brio, poi divenuto trotto e, infine, passo trascinato... Poesiole, pens...

Molestie

A proposito di molestie... Ventiquattrenne, senza famiglia, educato, timido prossimo all'ingenuità. Ingenuo al limite della stupidità. Così si descrive, sommariamente e modestamente, il personaggio di questo racconto. Era stato assunto (a tempo indeterminato) in uno stabilimento nuovo di zecca. Il 'tempo indeterminato' dopo una cinquina di mesi aveva chiuso i battenti. Era stato inventato a scopo elettorale. In quella tornata il titolare dell'impresa era stato, come si dice, trombato, e aveva chiesto il fallimento. Il tribunale aveva nominato un curatore, nella persona di un notaio molto noto in città. Con un altro centinaio di persone, il nostro aveva perso stipendi e liquidazione, e risultava inserito nella lista dei creditori. Per seguire   l'andamento della vicenda in vista di un (improbabile) almeno parziale recupero, ogni tanto si recava nello studio del professionista. Erano bene accolte le visite singole, onde evitare che i malumori sfociassero in t...

Diamoci una sveglia

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Dovrebbe essere nata intorno agli anni '60. Io l'avevo adottata nel '68. Adottata, poi sedotta e poi abbandonata. L'ho ritrovata casualmente, cercando altro, in uno scatolone dentro a un ripostiglio, coperto da altra cianfrusaglieria. Ci era finita dopo l'ultimo, definitivo trasloco. Un amico nell'occasione, per buon augurio, ci aveva regalato una radiosveglia, silenziosa, con orario luminoso e funzionamento ininterrotto anche in assenza momentanea di corrente, grazie a una batteria incorporata. Aveva preso posto sul comodino a fianco al letto, sostituendo di fatto la sveglia che per oltre dieci anni aveva accudito ai nostri sonni e ai nostri risvegli. Ritrovata anni dopo nel corso di un tentativo di riordino avevo preso atto che, per motivi suoi, forse indispettita dall'abbandono, aveva smesso di funzionare con la regolarità che le era propria. Perdeva colpi, correva, stava indietro, si fermava... un po' quello che succede agli umani con l'ava...