lunedì 27 settembre 2010

Sinistri due


Tra l’incidente con l’auto del dentista e il cambio vettura con la Fulvia, avevo fatto un altro piccolo sinistro, ancora con la 500.
Non gravissimo, ma la mia reputazione di coglione ne era riuscita ampiamente rafforzata.
Dovevo andare a una cena con amici, alcuni pure compagni, cui partecipava anche Prospero, il titolare della scuola guida.
All’andata era venuto con la macchina dell’autoscuola, che la moglie aveva portato via, per faccende sue; tanto il rientro era assicurato dalla mia macchinetta.
Cena regolare, con i limiti delle bevande allora consentiti, passata tra chiacchiere e allegria (la buona ortografia mi piace, senza esserne fanatico: avevo battuto chiacchere che mi suonava meglio; me lo son trovato sottolineato in rosso, quindi ho aggiunto la “i” e il rosso è sparito. Si vede che è giusto così).
Era dopo mezzanotte, scambio di saluti… e arrivederci.
La guida del bolide, ovviamente era a carico mio, con la voglia di dimostrare che, nonostante l’esame disastroso, i concetti di massima li avevo assimilati.
Guida quasi perfetta fino a un incrocio.
Era un incrocio tra due corsi importanti, regolato da un semaforo, funzionante nonostante l’ora tarda.
Non c’era un’anima in giro, né umana né meccanica; in qualche androne si intravvedeva qualche lucciola, ma più perché si sapeva che c’erano piuttosto che per visione certa.
Nonostante fossero importanti i due corsi, quanto a illuminazione lasciavano a desiderare: uno, fiancheggiato da viali alberati che attenuavano la luce dei lampioni, l’altro proprio per luce scarsa, emessa da lampioni antichi e malandati.
Velocità contenuta, semaforo verde, leggera accelerata per beccarlo, viene il giallo.
Ancora fresco degli insegnamenti ricevuti, freno, e vado a fermarmi nel bel mezzo delle strisce pedonali.
Che per il codice della strada appena studiato non era cosa bella.
(Se fosse sfuggito, non un’anima in giro; avrei potuto aspettare il prossimo verde, continuando a chiacchierare con Prospero).
Ma era Prospero, il mio istruttore, e non potevo dargli l’impressione di impipparmi dei suoi insegnamenti.
Quindi, appena fermo, innesto la retromarcia (e con la 500, se non eri ben fermo, col cavolo che riuscivi a metterla; la doppietta valeva per le marce in avanti, non per la retromarcia), e avanti tutta, anzi indietro…
Dietro non “avrebbe” dovuto esserci nessuno.
Invece c’era.
Lo specchietto interno, con visione limitata, non mi aveva evidenziato un macchinone nero, che mi si era attaccato al didietro, silenzioso come tutti i macchinoni.
O, forse, manco avevo guardato.
Un leggero “sbamm!” mi aveva avvisato dell’ostacolo colpito.
A Prospero era sfuggito, più o meno, un “che cazzo fai!”, che nel tempo sarebbe diventato quasi un mio logo personale.
Scendiamo entrambi per vedere i danni: il macchinone proprio niente, tant’è che il tizio aveva aggirato il mio scatolino e se ne era andato, seminando per strada strane giaculatorie.
(Già un macchinone, silenzioso all’animaccia sua, in giro a quell’ora era sospetto; il fatto di aver lasciato perdere lo scambio dei dati; conoscendo la zona, come detto bene illuminata da lucciole, mi ha spinto a pensare che si trattasse di uno di quelli che hanno sempre fame, di un pappone.
Ma tant’è, il mondo ne è pieno, uno a me poteva pure essere capitato).
Le 500, chi le ha avute lo sa bene, erano dei muletti, con una robustezza incredibile rapportata alla loro mole.
Inoltre, a parte il tettuccio e i sedili, abbondavano in metallo.
E, infatti, anche il mio macchinino aveva riportato una piccolissima ammaccatura al paraurti.
Passato lo spavento, con Prospero che mi faceva i complimenti… non per la mia precisione (come mi sarei aspettato e meritato), ma per la mia coglionaggine, ripartiamo.
La prima era entrata benino, ma dopo l’avvio la macchina aveva cominciato a camminare singhiozzando.
Lasciato Prospero a casa sua, mi ero avviato, sempre singhiozzante, verso la mia abitazione.
Non ero ancora sposato, perlomeno la rottura di palle da parte di una moglie l’avevo evitata.
Mattina, officina: uno stronzo mi ha toccato da dietro, e la macchina viaggia a strattoni. Non abbiamo neanche fatto l’assicurazione, perché sembrava non ci fossero danni.
Meccanico: bravo, coglione, quella bottarella ha spinto in avanti i bracci di sostegno del motore, e adesso il danno te lo paghi tu.
Potevo dirgli che, comunque, il danno l’avrei dovuto pagare io?
La scena degli insulti, diretti a quel bastardo che mi aveva tamponato, la risparmio poiché troppo tragica.
Prospero, compagno e amico, non me lo aveva detto esplicitamente, ma credo lo abbia pensato:
“Per favore, non dire in giro che hai preso la patente da me. Qualcuno potrebbe pensare che faccio avere la patente a cani e porci, e la reputazione dell’autoscuola andrebbe a farsi benedire…”.

24 commenti:

  1. Ahahah!!! Troppo forte il tuo istruttore!! :))
    Ps: Anche io ho scritto chiacchere e non chiacchiere... Sono rimasta male quando ho visto la linea rossa! -,-

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  2. Che sfortuna dai!!! :-D Mi ha fatto sbellicare l espisodio!! :-)) Quando si vuole fare bella figura si fa una bella papera!! :-D

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  3. L'immagine del macchinone silenzioso come tutti i macchinoni è epica...

    fa molto "macchina nera"

    http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:qOHql5h3XACHAM:http://ia.media-imdb.com/images/M/MV5BMTU3MTA5Nzk3MV5BMl5BanBnXkFtZTYwMjk1OTM2._V1._SX450_SY306_.jpg&t=1

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  4. @Socio: non era proprio così; nera era nera di sicuro, silenziosa pure, ma da lì è sceso uno che sembrava solo incazzato perché uno scarafaggio grigio-biancastro gli aveva ostruito il passaggio. Più ci penso, più mi convinco che era un magnacciaccio che andava a controllare se le lucciole erano tutte accese.

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  5. Bella storiella divertente...comunque può capitare a tutti di essere distratti durante la retromarcia oltretutto in un posto buoi senza illuminazione...
    E' strano che un uomo si descriva in questo modo...in genere gli uomini tendono a lodare il loro modo di guidare...

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  6. @Marty: gli uomini sono bugiardi per natura.
    I gatti no: se un gatto fa cassate guidando, può sempre dire "ma che casso pretendi da un gatto?"
    La differenza tra gatto e uomo: alla guida c'era il gatto, dal meccanico c'era l'uomo...
    (E, comunque, non era distrazione, era proprio rincoglionimento precoce; col passare degli anni le cose sono cambiate.
    In peggio, ovviamente).

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  7. E menomale che nella prima puntata avevi esordito dicendo che non avevi quasi nulla da raccontare sugli incidenti... :D Ne hai combinate di tutti i colori vecchio pilota di formula 34! :D

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  8. Muahauahaauahauah!
    Scusa, gatto, ho visualizzato l'immagine dell'incidente e mi è venuto da ridere...

    mauahauaahauahauaau!

    Oddio, scusa.. ahahahahaahahah!

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  9. Però mi piacerebbe se raccontassi nei dettagli gli attimi immediatamente successivi al tamponamento :D

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  10. Ribadisco...
    da che parte "piloti"?
    In cui "parte" sta per... in quale zona?
    Davanti... di dietro...
    Hai "lavorato" anche ai fianchi?
    Baci
    Giulia

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  11. il tuo racconto è molto spassoso,tornerò a trovarti,se vuoi puoi passare sul mio blog principale,notte

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  12. @Socio: è una curiosità leggermente sadica.
    Mi credi se il primo e unico commento è stato "oh, perdirindindina!". No, eh?, beh, neanch'io... So solo che, per un attimo, quel corso buio si è illuminato, e una voce dall'alto ha detto, con tono avviluppante. "Aho! e mò basta!". Non so chi fosse, non so cosa volesse, ma due ore dopo mi sono zittito dallo spavento.

    @Giulia: sarò breve: dovunque ci sia da "bocciare" io ci sono, fianchi e talloni compresi...

    @Coniglio: ho già esposto di là.
    Ancora un abbraccio.

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  13. Confessa, più che un gatto quando guidi emerge il tuo lato femminile... :-)

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  14. @Tyler: conto di postare 'Sinistri tre' per chiudere in trilogia; se lo leggerai, vedrai quanto emerge il mio "lato" maschile...
    Da piangere...

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  15. Se avevi appena preso la patente ci sta.
    Errare è umano, perseverare è diabolico!
    :)

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  16. Gatto oggi ti ho scritto un commento privato sull'altro blog ma mi è tornato indietro, mi è dispiaciuto molto, mi sarebbe tanto piaciuto che tu lo leggessi perchè ti parlo del treno, del bastimento ed altre cose, forse hai la casella di posta piena, ripeto non mi interessa che venga pubblicato. Se puoi fammi sapere qualcosa.
    Grazie
    Heidi

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  17. No, niente. Prova simonatn@yahoo.it
    Ciao

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  18. Ho mandato su altro canale, fammi sapere.

    Non per avere un follower in più, ma perché non inserisci l'avatar? Mi sarebbe più facile trovarti, invece di andare in giro per il mondo...
    Ciao.

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  19. Ricevuto.
    Un abbraccio,
    Heidi

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  20. La colpa è di Prospero che non sa fare il suo mestiere!

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  21. beh, un attimino di distrazione può capitare a tutti... ;)

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  22. [OT, sorry.

    Solo un errore informatico, Carlo. Nessuna censura. Almeno, io me la spiego così. Buon week end]

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  23. @Saamaya: Carlo???????

    Buon week end anche a te, ma io come faccio a farlo buono se non so chi è 'sto Carlo?

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