giovedì 23 settembre 2010

Bidonville

Case di latta
intonacate di ruggine
verniciate dalla muffa del. tempo
Ventate di freddo
s'insinuano dalle cento finestre
e tremula
la fiamma di arbusti.
Tre bimbi scalzi
mordono pane stantio e muco.
Occhi impauriti
macerati dallo spavento.
Gote bianche di fame
gote bianche di freddo.
Pendono dal tetto
stalattiti di ghiaccio
come lampadari di miseria.
Muore un cero fumoso
ed è buio.
Buio
d'intorno e dentro
nero
come il cuore
di chi non vede.

Angelo Roberto Campiselli (senza data)

13 commenti:

  1. purtroppo è un pezzo di realtà; quella che pare superata come il neorealismo cinematografico del dopoguerra; e invece queste case di latta esistono e ogni tanto c'è qualche solerte primo cittadino che gli viene l'idea di fare una bonifica, come fossero insetti...

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  2. tenerissima ma tanto tanto triste,comunque molto bella

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  3. Si intravedono poche speranze.

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  4. Ciao! Ho seguito il tuo consiglio ed ho fatto un salto! Il tuo blog è molto curato e.. mi piace ^_^.
    La poesia che hai postato taglia trasversalmente la vita, l'intero globo, per poi fermarsi su una realtà ben definita: la povertà delle bidonville. Ed è lì che si spezza il cuore.
    Di speranze, come dice Alberto, ce ne sono poche, ma è comunque giusto continuare a parlarne e, soprattutto, continuare a scriverne.

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  5. Uffa!Io non posso fare a meno di immaginare, non posso leggere e basta! Ricopritemi d'olio!
    Vi prego.
    Heidi

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  6. Una poesia profonda!
    Ben scritta, peccato che l'autore sia passato a miglior vita...
    Baci
    Giulia

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  7. Gatto...
    da quando hai scritto dei tuoi quarantacinque anni e mezzo...ti leggo con occhi diversi!!!
    Cosa vorrò dire con questo?
    Nulla...che ora ti amo quasi come fossi un coetaneo! ;-)

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  8. bellissima gatto
    di una tristezza infinita, come lo sono spesso le poesie ( e comunque l'arte) con un messaggio sociale, ma bellissima

    te la rubo e me la metto da qualche parte, che mi serve...

    grazie

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  9. @Giulia: mi riempie il cuore vedere che hai conosciuto Campiselli. Un amico mi ha mandato un libretto di sue poesie, e ogni tanto ne pesco una che in quel momento mi colpisce.
    Trovo sia un modo per ritenerlo in vita, e mi sento orgoglioso di tutti i commenti, che forse in vita ha ricevuto in modo limitato.
    Grazie del ricordo.

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  10. Un tunnel senza uscita... Una realtà triste ben analizzata in versi semplici ma pieni di significato.

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  11. @The Duck: il mio invito non era tanto per venire a leggere le mie piccolezze, quanto a visitare l'arredamento...
    E comunque grazie sia per la visita che per il commento.

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