Bidonville
Case di latta
intonacate di ruggine
verniciate dalla muffa del. tempo
Ventate di freddo
s'insinuano dalle cento finestre
e tremula
la fiamma di arbusti.
Tre bimbi scalzi
mordono pane stantio e muco.
Occhi impauriti
macerati dallo spavento.
Gote bianche di fame
gote bianche di freddo.
Pendono dal tetto
stalattiti di ghiaccio
come lampadari di miseria.
Muore un cero fumoso
ed è buio.
Buio
d'intorno e dentro
nero
come il cuore
di chi non vede.
Angelo Roberto Campiselli (senza data)
dolcissima
RispondiEliminatriste e malinconica...aggiungerei...
RispondiEliminapurtroppo è un pezzo di realtà; quella che pare superata come il neorealismo cinematografico del dopoguerra; e invece queste case di latta esistono e ogni tanto c'è qualche solerte primo cittadino che gli viene l'idea di fare una bonifica, come fossero insetti...
RispondiEliminatenerissima ma tanto tanto triste,comunque molto bella
RispondiEliminaSi intravedono poche speranze.
RispondiEliminaCiao! Ho seguito il tuo consiglio ed ho fatto un salto! Il tuo blog è molto curato e.. mi piace ^_^.
RispondiEliminaLa poesia che hai postato taglia trasversalmente la vita, l'intero globo, per poi fermarsi su una realtà ben definita: la povertà delle bidonville. Ed è lì che si spezza il cuore.
Di speranze, come dice Alberto, ce ne sono poche, ma è comunque giusto continuare a parlarne e, soprattutto, continuare a scriverne.
Uffa!Io non posso fare a meno di immaginare, non posso leggere e basta! Ricopritemi d'olio!
RispondiEliminaVi prego.
Heidi
Una poesia profonda!
RispondiEliminaBen scritta, peccato che l'autore sia passato a miglior vita...
Baci
Giulia
Gatto...
RispondiEliminada quando hai scritto dei tuoi quarantacinque anni e mezzo...ti leggo con occhi diversi!!!
Cosa vorrò dire con questo?
Nulla...che ora ti amo quasi come fossi un coetaneo! ;-)
bellissima gatto
RispondiEliminadi una tristezza infinita, come lo sono spesso le poesie ( e comunque l'arte) con un messaggio sociale, ma bellissima
te la rubo e me la metto da qualche parte, che mi serve...
grazie
@Giulia: mi riempie il cuore vedere che hai conosciuto Campiselli. Un amico mi ha mandato un libretto di sue poesie, e ogni tanto ne pesco una che in quel momento mi colpisce.
RispondiEliminaTrovo sia un modo per ritenerlo in vita, e mi sento orgoglioso di tutti i commenti, che forse in vita ha ricevuto in modo limitato.
Grazie del ricordo.
Un tunnel senza uscita... Una realtà triste ben analizzata in versi semplici ma pieni di significato.
RispondiElimina@The Duck: il mio invito non era tanto per venire a leggere le mie piccolezze, quanto a visitare l'arredamento...
RispondiEliminaE comunque grazie sia per la visita che per il commento.