martedì 8 giugno 2010

Martedì, un giorno vale l'altro

Martedì mattina, caffè, sigaretta, bagno, colazione...
Un giorno come un altro.
Devo andare a pagare la Tarsu, ché i sessanta giorni di tempo concessi per il pagamento stanno per scadere. In posta l'afflusso dei pensionati dovrebbe essersi ridotto, altrimenti rimando a domani.
Qui la raccolta spazzatura non crea grandi problemi, i cassonetti vengono svuotati abbastanza regolarmente.La raccolta differenziata, dopo un lancio promettente, è andata a schifio: il Comune aveva dato a ciascuna famiglia due secchielli, sacchetti di plastica in diverse colorazioni, per consentire la separazione tra umido, vetro/plastica e carta.
Anche i cassonetti riportavano la divisione dei generi di rifiuto. Per un certo, breve, periodo ci siamo sentiti i migliori della zona.
Poi ci si è accorti che lo stesso mezzo accoglieva nel suo ventre tutto ciò che trovava, indistintamente. Così, piano piano, siamo rientrati nella norma.
Devo anche pagare l'Ici, su un terreno, area edificabile.
Questo terreno sono stato costretto a comprarlo, controvoglia, perché se non lo avessi comprato io (precedenza nella prelazione in quanto confinante) lo avrebbe acquistato qualcun altro, che avrebbe avuto la possibilità di costruirci un palazzo di quattro piani, con circa trecento metri quadri per piano.
E questa probabile costruzione sarebbe sorta proprio fronte casa mia.
In zona di leggera collina, affacciandomi dal balcone ho davanti il panorama del golfo; da casa vedo se il mare è mosso o calmo, vedo il traffico nella statale sottostante; d'inverno, quando i caminetti sono accesi nelle case più sotto, arriva l'odore della legna bruciata, talvolta il profumo di carni o pesci arrostiti.
Abito in un condominio, ma mi sembra di stare in una villa.
Orbene, il terreno l'ho acquistato per non farci costruire, e per non costruirci.
Da terreno edificabile l'ho trasformato in giardino, orto, vigna, e un pezzetto attrezzato a parcheggio.
Ma per il Comune è rimasto area edificabile; l'indice è stato abbassato fino ad essere ormai insignificante. In cambio il valore catastale è salito in modo proporzionalmente inverso al calare della primaria cubatura prevista per la zona.
In questo giardino credo siano presenti un po' tutti gli ortaggi, e anche la frutta è ben rappresentata. Tutt'intorno e a copertura del parcheggio abbiamo piantato viti che ci consentono di bere vino "nostro" per tutto l'anno; il rosso nei giorni feriali e il bianco, più scarso come produzione, in quelli festivi.
Melanzane, pomodori, cetrioli, fagiolini, borlotti, fave, piselli, ceci, zucchine, zucche gialle...
E le varie insalate, carciofi, finocchi...
E kiwi, fragole, mele, pere, nespole, nocipesca, arance, mandaranci...
C'è il piccolo problema del consumo di questo bendidio: infatti se è l'epoca, per esempio, delle zucchine, ci tocca mangiare zucchine fino all'ultima raccolta.
Così per i fagiolini, per i cetrioli, per le zucche...
Hai un bell'inventarti modi diversi di presentazione in tavola: se la materia base è quella, e la mangi per una settimana intera, alla fine viene quasi a nausea.
Così buona parte finisce regalata, a vicini e ad amici.
Il loro "grazie" ci ripaga abbondantemente del lavoro inerente la coltivazione; sanno che non usiamo nulla che non sia naturale, e possono consumare il dono in tutta tranquillità.



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