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Tema: racconta l'Italia

Era un tema ricorrente alle elementari. Lo svolgimento era abbastanza semplice, bastava accennare, almeno vagamente, alla dimensione territoriale, altrettanto vagamente alle sue risorse, alle sue bellezze, ai suoi mari, ai suoi monti... a qualunque cosa che consentisse di riempire i fogli del quaderno; una sufficienza era il premio da raggiungere, solo i secchioni puntavano a un 7. Il voto 8 era il top , ma sotto sotto, nei normoscarsi covava il dubbio che fosse influenzato da parentele o amicizie o altro peggio... Questo visto con l'ottica attuale, dove tutto puzza di brogli e in cui, mai come oggi, pecunia non olet; laddove il denaro ha preso l'abito del potere, con il corollario di favori e privilegi il cui 'profumo' viene saltuariamente percepito dalla giustizia che li dovrebbe punire. Giustizia a sua volta affatto esente dagli stessi 'peccatucci' che dovrebbe perseguire. Il territorio dell'Italia è abbastanza chiaramente delimitato da alcuni mari e da ...

Prevenire il virus Corona

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La prevenzione è uno dei capisaldi principali per evitare, in anticipo appunto, eventuali guai o disastri. Prevenire in campo sanitario è quanto mai importante; in nessun altro settore il prevenire evita, in seguito, di curare. Succede con la diffusione dell'uso dei vaccini, o con il martellante indirizzamento verso stili di vita che, solitamente, allontanano la possibilità di accidenti, sovente letali, che comunque avviano a cure costose e non sempre adeguate. Quando si parla di prevenzione, soprattutto a livello di politiche di prevenzione ancora prima che sanitarie, il nostro mondo si divide in due: c'è chi dice che troppa prevenzione crea allarmismo, c'è chi dice che la poca prevenzione porta alle epidemie, alle pandemie. Dalla troppa prevenzione non è possibile avere riscontri: succede niente, i virus sembra che ci sorvolino senza infettarci, e i detrattori trovano sponda per criticare un troppo che non avrebbe avuto motivo di essere. Per gli altri, quelli che il ...

"L'ubriaco" di Leonardo Maltoni

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L'imbarìgh Da quand ch’ho vèst che i’an i ciàpa via, che mor i dè senza un po’ ’d rimissiòn, ho mes da un chént la mi reputaziòn e am so zarchè e mi post in ‘t l’ustarìa. D’in sdài in ‘t’la scaràna ad lègn e ‘d paja, la nòta la’s strabìga pièn pianìn, un zìgar, un sbadài, un pér ‘d quartìn, do ciàcri, e ac-sé… a m’ingòz fin a la scaja. E cun la testa pèrsa in ‘t un élt mond cun la chitàra a bagàt una canzòn par zarché and chilzè via che magòn, ch’l’ha ardòt la mi vita a un mér ad piomb. L’ingarbòj ad tot i dè, d’incùa e ad ììr par un pér d’ori ài las in ‘t’un cantòn e vers e zìl a soffi un’uraziòn ch’im lassa sté pr’un po’ i mi pansìr. Pu a m’imbarìgh pien pien, cun discreziòn, a stagh so e a m’invèj longh a la stréda, a trabàl cùme un scàf a l’ingulfèda fin che a mardùs in péta a e mi purtòn… … E a lè a m’afèrum, e quési cun rispét a guérd cun i guzlùn in ti oc cla stéla che a guardèva, agrapé a cla burd...

Lettera aperta a TIM.it

Gentile signora Tim, essendo stata abolita, circa ottant'anni fa, la forma comunicativa del Lei, e parendomi il tu troppo confidenziale, rispolvero il rispettoso quanto desueto Voi nell'inoltrarVi la missiva che segue. Un "Voi" che è rispettoso omaggio verso il Vostro ente metafisico, ma che ha valore di un "voi" diretto al Vostro sterminato (letto come infinito, senza confini; mai che alcuno leggesse distrutto, annientato; che è pensiero anni luce lontano dal mio conscio; dal mio inconscio non più di mezzo metro) gruppo che è supporto indispensabile alle Vostre molteplici attività. Ivi compreso il sottobosco che Voi ufficialmente disconoscete e ufficiosamente foraggiate. Come Voi ben sapete, con l'abolizione del "lei" era stata vietata anche la stretta di mano, che fino ad allora, tra contraenti, aveva più valore di qualunque contratto; non per motivi igienici (Papa docet), ma perché il braccio doveva essere teso verso l'alto, in memo...

el Paris

Non so a cosa fosse dovuto il soprannome,  el Paris : forse a una visita giovanile alla capitale francese, da lui talmente ricordata e raccontata e ripetuta, al punto da trovarsene rivestito. Era, a modo suo, quello che si dice 'un personaggio'. La fidanzata aveva voluto che lo conoscessi, prima di convolare. Era arrivato guidando un'Alfetta. Non ne ricordo il colore della carrozzeria, ma ero stato colpito dal lunotto posteriore, il cui cristallo era stato ragnatelato da un forellino che avrebbe potuto essere provocato da un attacco di pietrisco andato a buon fine. Ma anche altre parti posteriori della vettura, intorno alla targa, erano bucherellate da vari forellini, delle stesso diametro, che, essendo le macchine ancora in metallo (non in plastica ornitologica come adesso), escludevano l'offesa da pietrume o grandine, che ne avrebbe tamburellato la carrozzeria, senza peraltro forarla. Le pallottole sì. A domanda specifica, mi aveva spiegato che a causa del suo ...

Parliamone, fino all'ultimo respiro

Laddove le autorità si disinteressano, anzi, diciamocelo francamente, altamente se ne fregano, l'unica voce rimasta è quella di cittadini virtuosi, liberi nella mente e nel cuore. Condivido volentieri lo scritto di una cara amica, pur sapendo che chi dovrebbe leggerlo non lo farà. Non è accettabile che il destino di un territorio, il futuro di migliaia di cittadini, sia così balordamente abbandonato. E non è accettabile, pur essendo apprezzabile, che le grida di dolore vengano diffuse, e sovente giustamente ascoltate, da un TG ufficialmente satirico, che affida le proteste alla voce di un pupazzo di rosso vestito.   Ivania Avolio 4 h  ·  Cari vi inoltro questo SMS che vi chiedo di leggere anche se lungo perché magari a qualcuno di noi può venire in mente qualcosa che si può fare: lo so che qui è difficile che vengano letti post lunghi ma io ci provo. lo leggeranno solo quelli che hanno tempo ma io ci tengo molto. So che tanti faranno finta d...

'Tolo Tolo', digressioni di un befano

Tolo Tolo è il film che scassa i botteghini, tra polemiche, apprezzamenti e stroncature, visualizzazioni sociologiche, analisi pro e contro; recensioni che, agli apprezzamenti, accoppiano rovesci di medaglia che lasciano talvolta sconcertati. Sono uno di quei quasi tre milioni di persone che in pochi giorni hanno contribuito a sbancare il banco... dei botteghini. Non essendo esperto, né di filmati né dei vari temi che quest'opera va a toccare, esco dal seminato e parlo d'altro. Tolo Tolo, tradotto dallo stesso Zalone, sta a significare Solo Solo, che si riferisce a un bimbo color cioccolato, nero fondente, che per buona parte del film appare, appunto, solo e, a sprazzi, abbandonato Non conosco gli idiomi o i dialetti africani, e poco so di quelli pugliesi. Il tolo/solo mi porta invece alla Sardegna, alla parte nordica dell'isola, alla provincia di Sassari. Dove Sassari è nota come Tattari , e i sassaresi come tattaresu. In provincia, uno fra diversi, Pozzomaggiore, r...

Previsioni

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Abbiamo ancora 363 giorni utili perché la previsione si avveri.  Ma che dico previsione , all'epoca era una vera profezia .  Contrariamente alle infinite 'fine del mondo' (per ora) mai avverate, le varie letture del futuro dei cartomanti nelle fiere paesane, gli oroscopi sciorinati da aruspici professionisti, in barba alle letture varie di Nostradamus... di cui nessuno tiene più conto, questa previsione/profezia finalmente abbiamo la certezza (quasi) assoluta che si verificherà.. Le premesse ci sono tutte, è solo questione di giorni, 363 giorni che passano in un lampo. E alla fine del 2020 le risorse del Paese potranno essere dirottate verso altri problemi, eternamente irrisolti per dare precedenza assoluta alla rinascita di una grossa parte della penisola. E qui un amen, così sia, ci sta tutto. Così sarà?

Botti... la notte di santo Stefano!

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Era prevedibile, non per niente avevo aggiunto al post degli auguri l'anatema contro gli stramaledetti botti, in particolare verso quelli notturni. Che fino a pochi anni fa iniziavano dai primi di novembre per finire dopo l'Epifania. Sicuramente per esaurimento delle merci... dell'esaurimento delle vittime, umane ed animali, le carogne che li sparano se ne fottono allegramente; anzi, più scassano gli zebedei più lo scopo prefisso è raggiunto. Come detto, fino a pochi anni fa. Da allora, vuoi per le campagne di prevenzione, vuoi per i sequestri di quelle che erano diventate vere e proprie bombe, vuoi per le numerose dita gettate ai cani e i tanti bulbi oculari gettati ai gatti, negli ultimi tempi devo ammettere che il fenomeno ha assunto limiti di sopportabilità più... sopportabili. Inducendo a ritenere i pochi che ancora li provocano come dei poveri handicappati, come tali da compatire; non fino al punto di pietirli. Un tempo erano molti stronzi, oggi pochi, ma sempre stro...