Il tradimento è atto infame






Nei contratti di affidamento del bene comune a singole persone, all'uopo delegate, c'era una frase che, seppur retorica, vincolava il contraente alla cura di questo bene "... come un buon padre di famiglia". Non so se sia ancora in uso, ma il senso non dovrebbe essere cambiato; e comunque non è cambiato il suo dettato. Laddove, a
rticolo 1176 del codice civile, si stabilisce che: "Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia".

Accettare l'elezione a qualunque attività amministrativa pubblica è un'obbligazione (un debito assunto) verso i cittadini che hanno votato a favore, ma anche di quelli che non lo hanno fatto. È prassi comune, al momento dell'assunzione di un impegno pubblico, chiarire che lo si accetta a nome e in difesa di 'tutti' i cittadini.

A livello comunale, provinciale, regionale (senza salire ai piani alti del governo nazionale), i partiti propongono i nomi a loro prossimi, come ideologia o come interessi comuni, chiamando i cittadini a una scelta. Scelta che avviene tramite il voto, voto che viene espresso dai singoli partecipanti al voto stesso.
 
Sono i cittadini che delegano ai sindaci e relativi consiglieri l'amministrazione del bene comune, nell'ambito dei propri territori; sono i cittadini che delegano ai presidenti delle province e relativi consiglieri l'amministrazione del bene comune, nell'ambito delle proprie province; sono i cittadini che delegano ai presidenti di regione e relativi consiglieri l'amministrazione del bene comune, nell'ambito delle proprie regioni.

Tutti avendo l'obbligo di amministrare da "buoni padri di famiglia"...

Sorvoliamo sul fatto che è ormai prassi comune che queste amministrazioni si rivelino fin troppo "famigliari", a tutti i livelli considerati. Vediamola più nel particolare contingente...

È ancora in atto una manifestazione, nata inizialmente come protesta per il caro carburanti, poi estesa a tutto il costo generale della vita, inteso come bollette, tasse, casa, sanità, nutrizione e quant'altro grava ormai pesantemente sul vivere quotidiano. Quello che viene sintetizzato nell'ormai divenuto assioma "non arrivare a fine mese".

Questa manifestazione coinvolge cinque Regioni, casualmente meridionali, con un'adesione massiccia di mezzi pesanti, con gli autotrasportatori e gli agricoltori con i loro trattori, che hanno 'invaso' le sedi stradali; non bloccandole, come alcuni buontemponi hanno detto e scritto. Occupandone una corsia... la stessa corsia che nel periodo estivo viene occupata da migliaia di automezzi che 'intralciano' i percorsi, facendo accumulare ore e ore di sosta, solitamente sotto un sole feroce.

Hanno alzato le loro voci, a ugola calda, senza megafoni, chiedendo di essere ascoltati da chi è strapagato per farlo...

Nei cinque giorni di 'occupazione' le famigerate istituzioni, i piani alti della politica, hanno ignorato il grido silenzioso di migliaia di padri di famiglia che avrebbero voluto essere considerati come persone e come ruote che portano avanti il Paese. Un Paese martoriato da tante incombenze, nessuna delle quali riceve soluzione.

Altrove ci sono stati disordini, devastazioni, vandalismi... e questi sono stati presi a ragione precipua per un tacere verso le proteste delle cinque Regioni, ripeto casualmente meridionali. Prologo di quella che sarà la futura considerazione verso queste, una volta attivata la pensata, voluta e votata autonomia differenziata nazionale.

Nelle 'famiglie', ben note nelle zone interessate a questa manifestazione, chi tradisce è definito, per antonomasia, infame. Non accomunerò i sindaci, presidenti di provincia e regione, e i relativi consiglieri, nell'occasione totalmente assenti, incuranti dei sacrifici e delle voci che chiedevano attenzione, a queste famigerate famiglie. Quindi non li definirò 'infami', quantomeno non nel senso comune del termine.

Felloni, sì, e pavidi: traditori della fiducia che tutti i cittadini avevano riposto in loro. Non si sono comportati da pater familias, come loro era stato chiesto di essere. Si sono dimostrati per quello che sono: servi, semplici servi, asserviti ai loro rispettivi partiti, seguendone le direttive, tappandosi le orecchie, chiudendo gli occhi, mordendosi la lingua, per non sentire, vedere, partecipare a quanto avveniva sotto i loro occhi e nei loro territori.

I protestanti non chiedevano nulla a loro direttamente; sapevano, e sanno, benissimo che hanno nulla voce in capitolo. Chiedevano solo la presenza, una  parola di condivisione, un qualcosa che desse maggior peso alle legittime richieste.

Carissimi tutti i citati amministratori assenteisti alla protesta, dopo questa vergognosa performance vi resta un solo epilogo: chiudetevi a doppia mandata nel vostro bagno, guardatevi allo specchio, prendete bene la mira e sputatevi direttamente in fronte. Nessuno vedrà, nessuno saprà, nessuno racconterà questa vostra esperienza. Vi ripresenterete alle future elezioni, puliti e vergini, sarete rieletti, poiché il popolo ha un pregio/difetto: dimentica. E perdona. Ma la 'medaglia' che vi sarete volontariamente stampata in fronte non sarà mai più cancellata.

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