mercoledì 20 febbraio 2013

Nuvole



Nuvole, in cielo, passano e se ne vanno.
Nuvole, nella vita, passano lasciando il segno.

Qualche giorno fa, in un blog ho letto la poesia di una poetessa che raccontava a modo suo quello che è l'amicizia.
Come quasi tutte le poesie, la metaforizzava descrivendola come un filo d'arcobaleno, colorato e vivace, e calcava la mano sul fatto che l'amicizia non abbia bisogno di essere, fisicamente, presente per avere un valore suo.
Secondo la poetessa, un amico, per essere tale, non è necessario che riempia di regali, che non dimentichi i compleanni, che non ti offra (lei dice, e mi ha fatto pensare alla Merini) le sigarette, insomma che ti sia d'aiuto o di supporto alle tue necessità.
Secondo lei, un amico è... un amico, punto e basta.
Una poesia opinabile, non come tale, ma per il contenuto da interpretare soggettivamente.
Nei commenti al post ne ho trovato uno, che mi ha colpito, e che qui propongo:

"Perdonatemi, dissento. A me non basta lo sguardo: io vorrei aiuto, solidarietà, gesti concreti. Lo sguardo lo lascio all'Entità, che sia benevolo o torvo. Gesti concreti, sì, che siano parole, o vicinanza fisica, o consolazione, o stare con me all'ospedale, o mentre piango nel mio soggiorno, o se mi dispero perché ho le mie paure. E se avessi bisogno di cinquemila euro, bé... anche quelli! Cosa ci stiamo a fare, altrimenti?! Amici! Con tutto il rispetto, che le nostre esistenze s'incontrino "in un punto all'infinito", forse va bene per gli Angeli: io sono terrena, e voglio fatti, dimostrazioni, testimonianze. Soltanto così mi sento amata, altrimenti non parliamo di amicizia, che è calore, vicinanza, disponibilità, gentilezza, virtù!
Ah, dimenticavo: io amici non ne ho, li ho lasciati andare tutti: forse perché interpretavano l'amicizia con le identiche intenzioni e comportamenti della poesia, che, infatti, non mi piace per nulla.

Lo dico umilmente, figuriamoci: io non sono assolutamente nessuno! Ma un parere contrario lo rispettiamo, giusto?".

Ciascuno può valutare a suo piacimento questo commento.
A me ha infuso un'amarezza infinita, pur nel rispetto del suo parere, esplicitamente richiesto nel finale.
Ritengo che la commentatrice abbia fatto confusione tra l'amicizia e la solidarietà.
La solidarietà può, sovente deve, essere offerta in ogni occasione sia richiesta, e anche quando non lo è: i vigili del fuoco, le forze dell'ordine, il privato cittadino, sono 'tenuti' a darla quando le vicende della vita lo impongono.
La solidarietà non richiede d'essere abbinata all'amicizia.
L'amicizia nasce e si alimenta con altri fattori, in cui la solidarietà è compresa come fatto occasionale, marginale e a senso unico. 
Due sensi unici che si incontrano creano quello stato di fatto chiamato 'amicizia'.
Questo, chiaramente, a parer mio, anche questo umilmente esposto.
Nella pagina che sto battendo risulta evidenziata  una frase, che, di tutto, a me sembra la più amara; non l'ho evidenziata io, è venuta così dal copia-incolla per postarla. Questo fatto, casualmente appropriato, mi fa pensare che Blogger sia un ente con intelligenza propria che decide cosa, di un testo, debba risaltare di più per essere meglio commentato.
E io non la commento per dispetto, il testo che la precede non potrebbe portare a una conclusione diversa.
Essere privi di parenti e vivere felici è possibile; senza amici, per come li vedo io, è impossibile.

In contrasto con l'ode a un'amicizia 'obbligatoriamente' solidale, esiste da parecchi anni l'amicizia cosiddetta virtuale.
Per farla breve, tipica è quella che nasce tra le persone che frequentano i network, nel nostro caso i blog by Blogger.
Qui siamo agli antipodi di come vede questo sentimento la commentatrice: si fa amicizia con persone mai conosciute prima e che, probabilissimamente, mai si conosceranno.
Fisicamente.
Ciò non toglie che le gioie, i dolori, le sofferenze, le ansie, i problemi, in blog finiscano condivisi, partecipati, fatti propri da chi li interpreta come fossero vicende personali, che toccano da vicino.
Più che altrove, qui la solidarietà fisica è pressoché impossibile: 
vuoi per le distanze, sovente incolmabili (non è pensabile, ad esempio, andare a portare un abbraccio e un sostegno a uno che sta, per dire, in Germania, e che oggi affronta un esame di quelli che fanno tremare i polsi, e avrebbe piacere di avere vicino il calore di tanti amici), 
oppure essere accanto a un'amica, virtuale quindi tecnicamente sconosciuta, che sia ricoverata in attesa di un intervento di quelli che (se si è in fase più che positiva) sono catalogati come "o la va o la spacca".
Beh, io oggi sono in Germania, e sono abbastanza minuto da riuscire a infilarmi insieme a questo paziente (peraltro già impaziente di suo, che il malanno da esaminare esaspera al massimo) in un accidente di tubo che gli dirà sì o no, in entrambi i casi da interpretare successivamente.
E sono anche in quell'ospedale, senza poter essere utile in alcunché, ma tenere la mano di quest'amica nella mia sarà un modo per darle forza, per farle sentire il calore di un'amicizia lontana eppure virtualmente così vicina.
  
Ai due amici, con lo stesso identico affetto, risparmio le parole e mi affido a un'immagine, che interpreti il mio pensiero: 


L'immagine delle nuvole con il rosso di sera all'orizzonte sono mie fresche di ieri in tarda serata. 
Quella del tacito messaggio è di Archibald Pratchett della banda de "Al Tamburo Riparato", 
prelevata con preavviso, quindi non propriamente rubata. 

50 commenti:

  1. -troppo "se mi vuoi bene piangi" per essere corrisposti"

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    1. Piango, corrispondi o tiri su l'amo perché un altro pesce ha abboccato?
      Ciao.

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  2. Hai parlato d'Amicizia in modo così meraviglioso che io, da scrittore, non posso far altro che starmi zitto e, un po' commosso, battere piano i palmi delle mani in un applauso ovattato.

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    1. Ho messo su una bilancia, quelle tipiche della "lex" a due piatti, il tuo talento e la tua generosità. Vince quest'ultima, e pure di assai (consentimi la bestialità sgrammaticale): per pareggiare devi essere meno generoso.
      Da adesso in poi, ovviamente.
      Per ora mi godo la tua generosità.
      Con un saluto, che fosse più caro inciderebbe sull'inflazione.

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  3. Pietro forse gli amici di questa donna non erano veri amici, altrimenti non si spiega, perchè se lo fossero stati in quegli sguardi lei avrebbe letto tutto quello di cui lamenta la mancanza.

    Sono anche io in Germania oggi. Ha commentato poco fa da me e gli risposto di farci sapere...purtroppo senza questo coso che è internet non ho altro modo di fargli sapere che sono con lui, avessi la possibilità di guardarlo negli occhi non mi sarebbe servito proferir parola.

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    1. Quel bestione mi sta togliendo il sonno.
      Aspetto e spero, ormai l'ora s'avvicina.
      Ciao, nell'attesa ti abbraccio, tanto il tuo coso mi pare sia a Roma, quindi possiamo virtualmente fornicare. E', appunto, il bello dell'amicizia virtuale: non duole e non fa danni.

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  4. è giusto non confondere amicizia e solidarietà, sono due cose differenti ma pur non conoscendo la situazione (né la poesia) mi pare che la commentatrice sottolineasse "Gesti concreti, sì, che siano parole, o vicinanza fisica, o consolazione, o stare con me all'ospedale, o mentre piango nel mio soggiorno, o se mi dispero perché ho le mie paure", solo dopo scrive "e se avessi bisogno di cinquelmila euro...", lì non la seguo più e do ragione a te ma nella prima parte sono d'accordo con lei. Anche nelle nostre "relazioni virtuali" contano i gesti, sia essa una visita, una mail, un commento, altrimenti questi nostri blog restano isole di una solitudine infinita, amplificata dall'illusione di poter essere "connesso" con il mondo. Un saluto

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    1. Tu mi insegni che "la" poesia in genere può essere letta a soggetto; può capitare che chi la offre, nel farlo, pensasse a tutt'altro di come viene poi variamente interpretata.
      Vedi, di tutto il commento ciò che mi rattrista non è tanto la contestazione di un'amicizia che non sia (qui, soprattutto, a parer mio) solidale, che mi fa pensare che un rapporto possa nascere solo "dopo" gesti concreti che lo agevolino: quello che mi rattrista in modo particolare è la frase "... io amici non ne ho, li ho lasciati andare tutti...", giustificando questo averli lasciati andare per contrasto a quanto la poesia dice.
      Faccio prima a postarti anche quella, poi, se lo ritieni, fammi sapere:

      I miei amici

      non mi cercano,
      non m'invitano a pranzo,
      non mi telefonano mai;
      non mi mandano auguri per Natale
      ma sono miei amici.

      Non mi fanno regali,
      non m'aiutano a vivere
      con raccomandazioni o altre cose;
      ma mi aiutano a vivere
      perché sono miei amici.

      Noi non c'incontriamo in piscina,
      non combiniamo le vacanze insieme,
      non facciamo progetti di lavoro.
      Non ci portiamo scambievolmente le sigarette
      né la busta del latte
      quando l'altro è ammalato;
      non ci raccontiamo i reumi e le tasse.

      Non ci facciamo carezze d'amore
      né di solidarietà
      né di pietà.

      Pure - bisogna dar credito
      al prodigio; e la geometria
      non è favola -
      le nostre esistenze parallele
      s'incontrano in un punto
      all'infinito.

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    2. Grazie per la poesia, ho visto che è di Marina Mariani. Non so se su questo tema io possa insegnare qualcosa... La frase che riporti è davvero triste ma per "gesti concreti" io intendo uno sguardo, un sorriso, anche un silenzio. E' sicuramente "dopo" questi gesti concreti che può nascere un'amicizia, poi concordo con te che possano esserci affinità (più o meno elettive) anche nel mondo virtuale ma direi che si tratta di rapporti differenti, più vicini all'affinità intellettuale. Riguardo alla poesia la trovo un omaggio all'incorporea compresenza dell'amicizia, un pensarsi lontano dalla propria corporeità, l'amicizia diventa ricordo, diventa altro nonostante non gli si cambi nome.
      Ti saluto con una una canzone.

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    3. Sentita, anche nella versione solo Guccini.
      Arrivati a una certa età, gli amici tuoi coetanei piano piano, ma mai abbastanza, se ne vanno, e resta solo il ricordo di amicizie interrotte per forza maggiore.
      Spero che questa commentatrice sia una ragazza giovane, che abbia una vita davanti per cambiare idea, sempre che non sia la vita stessa a fargliela cambiare.
      Se fosse una persona più avanti con gli anni, mi rattristerebbe di più: vorrebbe dire che ha impiegato una buona parte della vita ad allontanare quel sentimento che tutti, per una vita intera, cercano.
      Ciao, grazie della canzone e del saggio punto di vista.

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  5. penso sia bene cercare un assoluto ma è anche bene accontentarsi di parzialità che aiutano a vivere; tagliare con le parzialità poi nei fatti impedisce anche che si possa manifestarsi l'assoluto; e come assoluto può restare una miriade di solitudini. Non so se possa valere l'esempio: ma sono necessari tanti mattoni per costruire una casa. Non so se queste mie riflessioni sono comprensibili, ma è anche "colpa" del tuo post che mi ha invitato a riflettere. ciao

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    1. E' vero, una casa è fatta di tanti mattoni, che possono essere la solidarietà (come ho detto, obbligatoria in certi casi), la condivisione fisica di interessi comuni, le parole giuste al momento giusto...
      Ecco, l'amicizia io la vedo come la calce che tiene insieme questi mattoni; senza quella i mattoni disgiunti sono necessari, utili, talvolta indispensabili, ma mancherebbe l'aggregante che li sovrapponga, in modo da costruire un muro che non sia divisorio, ma muro maestro, indispensabile per completare e rendere solida una costruzione.
      L'assoluto, poi, non credo esista; bisogna contentarsi del parziale, e grazie che ci sia.
      Ciao.

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  6. Le amicizie vere non hanno regole ma nascono solitamente quando non hai bisogno... nel bisogno si manifestano ma non dipendono da quello. Tendo a conservare le amicizie, a curare quel filo che i problemi della vita spesso recidono perchè chi ti è amica/o vale per il fatto stesso che ha fatto breccia nel tuo cuore.
    In un periodo "nero" ho pensato di poter fare a meno delle amicizie, volevo bastare a me stessa ma non ce l'ho fatta e le amiche erano lì, a spiarmi dal buco della serratura e così abbiamo aperto la porta.
    La persona che ha scritto il commento così tanto amaro, non è persona matura, lo fosse si dispererebbe per avere allontanato gli amici. Invece pare quasi se ne faccia vanto. Le auguro di cambiare al più presto. Che soddisfazione sarebbe saperlo.
    Ciao Gattonero, buona giornata.

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    1. L'ho già detto più sopra ad Antonio: spero sia giovane, per avere il tempo di cambiare idea.
      La sua opinione sull'amicizia, per me, passa in secondo piano; in primo piano resta quella frase amara, che stralcio (sai, a forza di sentire termini giuridici, uno prima o poi ci casca) dal resto del commento. Questa mi ha spinto il post.
      Ciao.

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  7. mi verrebbe da chiedere se il concetto d'amicizia espresso nel commento che te hai riportato sia in dare/avere o... bah: sono amica (o presunta tale) quando mi sento libera e non mi aspetto nulla.
    molta confusione, dettata o partorita da immense inculate (presumo).
    poi non chiediamoci perché la gente non ci caga: un motivo ci sarà no?
    .°°°°°°°°°°°°
    detto ciò: Gattone, trovo bella la tua foto, molto "viva".
    Un bacio rosso fuoco a fior di labbra e abbraccio grande

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    1. Sentivo che avrebbe suscitato commenti (parzialmente) contrastanti.
      Inculate ne abbiamo ricevute tutti/e, ma possibile che a lei siano state messe in atto 'solo' dagli amici?
      Ricambio baci e abbracci, con tutto il calore che il virtuale consente, e anche di più.

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  8. Ll bello di questo mondo virtuale, non sta soltanto nella libertà di espressione ( finchè ce la lasciano ), ma anche nell'amicizia tra persone che, altrimenti, non si sarebbero mai conosciute.
    Non sono sicuro di dire una cosa condivisibile, ma in questo mondo mi sembra che il virtuale colleghi lo spirito delle persone, cioè la parte più nobile.

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    1. L'amicizia "virtuale" consente rapporti che quella fisica talvolta limita, per svariati motivi, non ultimo il fraintendimento delle intenzioni.
      Nei blog gli abbracci e i baci scorrono come un fiume in piena, e nessuno si sogna di contestarli, neanche l'uomo/donna più geloso. E' quel filo d'arcobaleno che unisce la mente tua a quella di altri, un'amicizia mentale, quindi pura, quindi scevra d'interessi.
      Quegli interessi che questa persona, invece, antepone nel suo concetto dell'amicizia.
      Ciao.

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  9. Due sensi unici che si incontrano creano quello stato di fatto chiamato 'amicizia'.
    Trovo che questa frase sia bellissimo e condivido tutto ciò che hai scritto, anche sull'amicizia virtuale. So con certezza che è possibile sentirsi vicini a qualcuno che non si è mai visto.

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    1. Infatti.
      Teoricamente di Vincenzo e di Rosy, fori dalla mia portata logistica, potrei fregarmene, né loro mi rinfaccerebbero questa indifferenza.
      Se virtualmente mi sento coinvolto nei loro rispettivi accidenti, ritengo questo fatto suscitato proprio dall'amicizia.
      Virtuale quanto si vuole, ma sempre un sentimento che fa bene, reciprocamente.
      E tu lo sai, meglio di me.
      Ciao, Ro, un abbraccio.

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  10. non so...una poesia così,mi da tristezza.
    Un amico che non ti cerca,che amico è?
    Un amico che non ti telefona ...che amico é?

    Io so solo che gli amici esistono,anche se virtuali,che si preoccupano per te,che ti telefonano,che ti scrivono email,che ti sono vicini,anche se lontani.
    Li senti.
    Il buongiorno quotidiano che ti lasciano,la parola di conforto che ti scrivono,le risate al telefono,magari di sera tardi...
    Tutto questo io l'ho trovato qui,in questo mondo virtuale e ti posso assicurare che ho conosciuto persone splendide che mi hanno aiutata molto.

    Non so la poesia di chi sia,non ne ho idea,ma il concetto di amicizia che esprime non è quello che provo io e forse era questo quello a cui voleva alludere la commentatrice.
    Credo che questa persona abbia sofferto molto e che non sia riuscita a superare l'ostacolo che si è parato davanti e inconsapevolmente ha allontanato e poi non ha fatto nulla per impedire ai suoi amici di andare via.

    Il calore di una mano,l'abbraccio di una persona o il suo sorriso possono aiutare chi si trova in difficoltà,chi ne ha bisogno,ma le stesse cose le si può trovare anche in un'amiciza virtuale anche solo ascoltando la sua voce o leggendo una frase che ti ha scritto.

    Come al solito scrivo tanto Pietro...
    Un bacio
    Lu

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    1. E' la stessa tristezza che ha preso me; non per niente ho voluto ribadire la frase evidenziata, ma,pur pensando che sia scaturita da una momentanea infelicità, mi ha colpito il plurale delle amicizie 'lasciate andare'.
      Non so se ha un blog, ma mi piacerebbe dirgliele direttamente queste cose, invogliarla a non darsi una singletudine d'amicizie solo perché queste non le offrono i contorni che lei desidera.
      Ciao, Lu, hai notato l'incoscienza del gattino?

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    2. Pietro,il piccoletto si fida del grande peloso,sa che gli umani sono pericolosi non i suoi simili!^_ì

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  11. In amicizia non possono esserci obblighi. Tu mi chiedi aiuto e te lo do, ma se sono obbligato e se un eventuale rifiuto me lo fai pesare, sei tu per primo che sbagli. Io potrei rifiutare 5 mila euro perché non li ho, io potrei non avere sempre una buona parola o un buon consiglio, mica sono l'oracolo.

    L'importante è che se io ti chiedo aiuto, tu abbia il coraggio di dirmi "Sì ti aiuto" o "No non voglio/posso aiutarti". La sincerità è importante. POi ammetto che se non mi si aiuta e lo si motiva con una scusa del caz.zo, potrei risentirmi, però non per quello poi devo per forza a priori chiudere un'amicizia.

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    1. E' il mettere in campo a priori queste condizioni che mi dà l'impressione di un "contratto d'amicizia": tu mi dai queste cose, io ti sarò amica, affare fatto.
      Mi sto dicendo che forse ho travisato il senso di quel commento. Quasi ne sarei felice.
      Ciao.

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  12. ciao Gatto nero, post interessante,secondo me le amicizie si creano spontaneamente tra persone che hanno gli stessi interessi, modi di fare, si crea un feeling, lo stesso feeling che ci porta a frequentare virtualmente un blog piuttosto di un altro, le vere amicizie durano tutta una vita, si spartiscono gioie dolori, si e' liberi di dire si o no, senza paura che l'altro se la prenda, e' rispetto reciproco,l'amico/A diventa quasi una parte di noi irrinunciabile, ciao grazie a presto rosa buona serata.))

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    1. Così è e, spero, così sia. Sempre.
      Ciao, a questo punto 'buona notte' e sogni, per quanto possibile, d'oro.
      Ma anche d'argento e, al limite, pure di birra. Senza esagerare, con quest'ultima.
      Ciao, grazie a te.

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  13. Mi trovi completamente d'accordo. Un amico è un amico. Non lo si può giudicare e valutare in base a quanti soldi ti impresta, da quante volte è corso ad aiutarti ecc.

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    1. Gli amici migliori sono i gatti, anche se talvolta rompono l'anima, sia per mangiare, che per farsi le unghie sulla tua pelle, sia quando vogliono amoreggiare con gatti 'amici' ma sconosciuti.
      In cambio mai che chiedano soldi; coccole, tante, hai voglia.
      CiaoCi, buona serata.

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  14. I miei post sono anche un inno all'amicizia,
    non siamo in tanti, non posso dire di avere molti amici, ne ho una manciata e non saprei nemmeno classificarli sono amici ciascuno in modo diverso
    e mi rimarrebbe difficile crearmi un amico che sia il sunto di tutti loro. Li prendo così come sono con le loro vicinaze e lontananze e loro prendono me come sono io, va bene così.

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    1. Si contano i voti dopo le elezioni (ci siamo quasi, tutto da ridere, o da piangere), gli amici ci sono o non ci sono. E' l'allontanarli, come scritto nel commento, che mi ha basito, è stato un pugno allo stomaco.
      Che ci siano amicizie che tradiscono le aspettative di quel sentimento, e quindi finiscano, è umanamente accettabile. Lo è di meno quando l'amicizia è l'ultima cosa dietro una serie di condizioni prioritarie su questa.
      Ciao, ma Massimo è il nome o il cognome?

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  15. Ciao Gattone mio.
    Ti riporto il mio pensiero anche se non sono brava a scrivere.
    L'amicizia per me non è una definizione: è qualcosa di concreto...per quanto concreto si possa definire un sentimento.
    Non può esistere solo per definizione nel senso che ci deve essere qualcosa che ti permette di distinguere chi è amico da chi non lo è...e questo è determinato dal fatto che sei importante per qualcun altro. Come saperlo se sei importante per qualcuno? Perchè questa persona pensa a te, si preoccupa per te, se sente che hai un problema cerca di starti vicino...e questi sono i gesti concreti che non sono dovuti, ma che devono partire dal cuore perchè l'affetto dell'amicizia ti porta a questo.
    Probabilmente sono troppo grezza per questa poesia, ma leggere "non mi cercano...non mi telefonano...non m'aiutano a vivere..." mi ha fatto rabbrividire, ecco!
    ...per me un amico deve far parte della mia vita altrimenti siamo estranei e basta.
    Poi è vero che l'amicizia ha tante sfumature e mondi: io come amica virtuale non riesco di certo ad abbracciare concretamente un'amica che abita a 1000 km da me...ma il mio abbraccio virtuale ha lo stesso calore quanto quello che avrei potuto darle se abitasse dietro l'angolo...
    In conclusione, non mi è piaciuto quel commento perchè a mio avviso troppo "egocentrico", ma neanche la poesia perchè l'amicizia che descrive è più "fredda" di quella che trovo scritta sul dizionario.
    Un bacione.
    Nunzia

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    1. Infatti la poesia l'ho postata in un secondo tempo: non è su lei che avevo puntato gli occhi.
      Come poesia è d'interpretazione soggettiva.
      Il commento che ha provocato dimostra che la poesia, con le sue amarezze, i suoi sogni, le sue realtà, scorre a fior di pelle.
      In questo caso più che scorrere, quella pelle l'ha scorticata: non è facile dichiarare a freddo che non si hanno amici poiché via via sono stati allontanati.
      Credo che anche la poetessa avesse qualche problema, per iperbolizzare così uno stato di fatto, forse non molto diverso da quello di chi l'ha così commentata.
      Lei se n'è andata, quindi sarà impossibile sapere la realtà di quello che intendeva dire, e cosa glielo ha fatto poetare.
      Resta la persona del commento, e spero che nel tempo cambi idea, poiché qualche volta l'amicizia è l'anticamera dell'amore; raramente è l'inverso.
      Ciao, Nunzia, buona serata.

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  16. Condivido il tuo punto di vista e voglio lasciare solo un mio piccolo pensiero su questo sentimento: l'amicizia, quella vera, non pretende nulla in cambio
    E la poesia in questione a me dice proprio questo. Poi, giustamente come dici tu, ogni poeta scrive un qualcosa che ogni lettore può interpretare in un modo o in un altro.
    E voglio anche dire che ho trovato più amici nel mondo virtuale che nel reale: ho incontrato persone davvero splendide e tanto tanto care, e ne sono felice.
    Ti saluto augurandoti una buona serata

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    1. Forse proprio perché nel virtuale è difficile instaurare il do ut des ipotizzato in quel commento.
      Che ci potrebbe anche stare, ma non come condizione primaria, né come forzosamente abbinabile.
      Ciao, buona serata anche a te.

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  17. Secondo me l'Italia di oggi è estremamente decadente e le ragioni sono ovvie. Quasi un secolo di idelogie che propongono la demolizione di tutto quello che è retaggio del passato per costruire l'uomo nuovo.

    La solidarietà è un concetto disgustoso, tipo l'elemosina. In origine non si parlava di solidarietà ma di dovere.

    L'amicizia ha un solo significato, quello di qualcuno che ti copre col suo scudo.

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    1. Della decadenza dell'Italia (ma non solo, anche se il fatto non consola), c'è chi potrebbe scriverci fior di volumi, catalogati ciascuno in un settore diverso, per tutti i settori che 'dovrebbero' tenere in piedi questa nazione.
      La solidarietà esiste ancora, intesa non come un dovere ma come sentimento: solo che è rimasta terra-terra, è più solidale chi ha poco o niente, mentre più sali ai piani alti più si diluisce, fino a scomparire del tutto.
      Può capitare che tra le doti dell'amicizia ci sia anche quella di coprire il culo: se non danneggia terzi ci può pure stare.
      Non è amicizia, e non è da accettare, quando questa operazione di copertura diventa 'industriale', tipo quelle tra politici, giudici, imprenditori, sindacati, religiosi...
      Ciao.

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    2. No, l'amico si vede nel bisogno, cioè quando la merda finisce nel ventilatore, come dicono gli Americani. L'amico che ti si appiccica perché hai qualcosa che gli serve, cioè quello che intendiamo adesso, non funziona.

      La solidarietà è una idea sbagliata perché si fonda sul concetto di essere "uno". Cioè dell'annullamento dell'individuo dentro un "blob" indifferenziato di entità "solidali".
      Andrebbe sostituito con l'idea "fai la cosa giusta", cioè che tu ti comporti in un modo per te stesso, perché quello che fai o non fai è ciò che ti definisce come individuo. Praticamente l'opposto.

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    3. In fondo dici le stesse cose che dico io, con parole diverse.
      Vado per un attimo sul personale, poi chiudiamo, altrimenti, come dice Nigel, nel 2020 siamo ancora qui a parlarne.
      Quello che da un paio d'anni sono "costretto" a fare, è qualcosa che va oltre l'amicizia, forse va perfino oltre l'amore. Quello che faccio non ha ritorno, non è reciproco, ma lo faccio perché sono costretto a farlo da me stesso medesimo. Se aggirassi questa costrizione, o la limitassi al minimo indispensabile, forse nessuno troverebbe motivi per criticarmi. Ma, se non facessi quello che faccio, sarei "costretto" dal mio carattere a sputarmi in faccia e a vergognarmi di me stesso.
      Chiamalo come vuoi, dovere amicizia amore altruismo, il succo non cambia.
      Lo devo fare e lo faccio. Punto.
      Ciao.

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  18. L'amicizia dovrebbe essere facile ed è invece difficilissima. Nel mio caso capita spesso che la gente se ne approfitti. Quella non è proprio amicizia.

    Baci e buona giornata!

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    1. Sono incidenti di percorso, che non cancellano il sentimento come tale. Chi usa l'amicizia come paravento per i propri interessi è un fedifrago, un traditore. Da eliminare al più presto.
      Anche nel web può succedere, ma il dispiacere di interrompere un rapporto virtuale è mitigato dal fatto che non c'è la persona fisica di mezzo; si 'banna' e tutto finisce lì.
      Ciao, buona giornata.

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  19. Ciao micio mi a guardiarie la tua fotio mi incutie pauria

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    1. Eh, lo so, le foto dei tramonti portano a pensieri diversi: fanno pensare al "rosso di sera bel tempo si spera", ma anche al tramonto della vita.
      Ho capito a quale ti riferisci, ma una pillola di filosofia casereccia al venerdì mattina non guasta.
      Ciao.

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  20. Ciao, Pietro. Mi astengo dal commentare. Rispetto tutti i punti di visti. Con amicizia, un caloroso abbraccio da Palermo.

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    1. I due punti di vista, quello della poetessa e quello della commentatrice, sono da interpretare: entrambe hanno una loro propria profondità e valenza.
      Ciao a te.

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  21. Si parla e si sparla dell'amicizia, nel senso che c'è chi ne parla con grande superficialità, scambiando per amicizia una semplice conoscenza.
    Non intendo qui fare una disquisizione sull'amicizia, se n'è già detto molto. Quello che penso da sempre e che ho visto in concreto è che un amico è qualcuno che è sempre e comunque dalla tua parte e non ti giudica mai, qualunque cosa tu faccia. Pensa solo che tu hai le tue ragioni. Ho qualche amico e dico qualche perché l'amicizia come la intendo è piuttosto rara, ma qualcuno ce l'ho fisico e virtuale, Poi di conoscenti ne ho molti.

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    1. Sono, come ho detto, valutazioni soggettive, sovente basate su esperienze dirette. Generalizzare è quasi impossibile, così come per l'amore: sono poliedri con tante sfaccettature, guardandone una perdi di vista le altre, senza peraltro che queste possano essere rifiutate.
      Ciao, buona giornata.

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  22. Ciao Gattonero,
    stavolta l’argomento è interessante, delicato e controverso, nel senso che possiamo parlarne fino al 2020, non ne usciremo mai a capo.
    Impossibile scrivere una parola definitiva sull’amicizia!
    Ognuno la intende come crede e come gli fa comodo, però, se proprio vogliamo tentarne un’analisi, bisogna dire che l’amicizia è un sentimento così importante, che non dovrebbe aver bisogno di riconferme, anche se chiederne o aspettarsene è del tutto umano.
    Sono d’accordo, sino a un certo punto, col contenuto della poesia, perché estremizza taluni principi di “indipendenza”, di "non necessità" dell'amico. Vorrei vedere cos’hanno più da dirsi due “amici” che non si vedono da vent’anni!
    L’amicizia è idea o nobile principio sino a un certo punto, ma è innanzitutto frequentazione, conoscenza, stemperamento degli eventuali contrasti, ed esercizio di reciproca lealtà.
    L’amicizia non è inossidabile, può essere messa in discussione dal censo, dalle scelte politiche, dal tenore di vita e dalla rispettiva prole.
    Ho visto molti legami storici naufragare perché fra i rispettivi figli degli amici sono nate delle discordie.
    Per quanto riguarda i legami “virtuali”, non credo siano da considerarsi secondari rispetto a quelli “reali”.
    Il legame a distanza andrebbe vissuto con la stessa considerazione che solitamente si riserva all’amicizia ravvicinata; e la lontananza non dovrebbe costituire un alibi per agire con superficialità e volubilità nei confronti dei nostri interlocutori.

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    1. Per quanto riguarda l'amicizia, diciamo così fisica, concordo con te e, mi pare, anche quasi tutti i commenti seguono questa linea.
      Infatti non ho preso questa poesia come riferimento, essendo infatti fin troppo "estremizzata"; ma, tu mi insegni, entrare nella testa di un poeta è come inoltrarsi in un labirinto, senza un filo di Arianna c'è da perdersi.
      Sono rimasto colpito da quel commento, che non era poetico, ed era anch'esso "estremizzato".
      In realtà credo poco alla poetessa e credo poco alla persona che si dichiara 'senza amici'.
      Quanto all'amicizia virtuale, quella con te e con tutti gli altri, ha i limiti logistici sovente incolmabili.
      In cambio consente rapporti "puliti", senza le interferenze tipiche e possibili di quelli fisici.
      Come ho detto ad Ambra, qui sopra, l'amicizia e l'amore hanno tante di quelle possibilità di interpretazione che il 2020 da te accennato mi sembra un limite temporale insufficiente a chiarirne anche solo una parte.
      Ciao, Nigel, buona giornata.

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  23. Ma il tuo é un coinvolgente componimento lirico in prosa!

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