venerdì 21 settembre 2018

Inferno

Al rotondamento di quel bilancio mancavano esattamente € 113,50 (centotredicivirgolacinquanta 'miserabili'centesimidieuro).
Eccheccevò...
Così monssù travet si era messo all'opera, e non ci aveva messo troppo a scoprire che, in tutta Italia, una sola persona mancava all'appello. 
Dalla sommaria verifica era emerso che una certa Elena X latitava dall’elenco.
Nel quale, peraltro, non aveva mai figurato in tutta la sua vita.
Pertanto:
Gentile Signora, Le comunichiamo, per conto dell’Amministrazione Finanziaria-Sportello Abbonamenti TV, che il Suo nominativo, all’indirizzo su indicato (l’indirizzo di inoltro di questa corrispondenza), non risulta presente negli elenchi degli abbonati alla televisione”.
A seguire, il richiamo al d.r.l. 246/1938 e le sanzioni per il mancato adempimento di questo “dovere”.
Allegati: una cartolina per comunicare l’eventuale codice di abbonamento in corso e il bollettino postale per il pronto versamento onde “evitare qualsiasi onere ulteriore”.
Specifica: Elena da oltre trent’anni abita in casa della sorella e del marito di costei, quindi suo cognato. Sarebbe più appropriato dire che abita in una casa 'anche' sua, per via di una specie di usucapione acquisita nel tempo.
In precedenza aveva abitato, dalla nascita e fino alla loro morte, in casa dei genitori.
Che, regolarmente in regola col canone/imposta, le avevano generosamente consentito di vedere con loro il poco ricevibile, per via di un cono d'ombra dei segnali nella zona di residenza.
Questo cognato è abbonato, ahilui, alla televisione dagli anni ’70. Essendo legato al passato in tutte le sue forme conserva ancora la ricevuta del primo versamento (12.000 lire, oggi € 6,20 circa). E ha esaurito i martelli con cui a ogni rinnovo annuale se le spiaccica a sogliola, pensando a quel primo ‘obolo’ che lo ha legato per sempre a un barcone in costante affamata deriva.



Dodicimila lire all'anno, mille al mese... 
E pensare che una trentina d'anni prima, Gilberto Mazzi cantava "Ah, se potessi avere / mille lire al mese..." , e con quella cifra contava di comprare nientepopodimeno che la felicità...   

(Galeotta fu la filodiffusione, una musica nitida diffusa in casa con poche lire in più in aggiunta all'abbonamento telefonico di base. Solo che in seguito era arrivata la nota che, per ricevere le trasmissioni in filodiffusione bisognava essere abbonati alla radiotelevisione. Con l'ingenuità tipica degli sposini, e comunque dote sua personale dalla nascita, a ben altro intenti nei primi anni di coniugamento, aveva aderito: anello al dito per le nozze, catena alla caviglia per vedere, a tempo perso, un tubo catodico animato).

Già qualche anno prima ad Elena X era arrivato lo stesso identico messaggio, e la cosa si era risolta con l’invio della cartolina col codice-ombrello del cognato, che giustificava la sua assenza dall’elenco delle vittime di RAImoloch.
Evidentemente accolta, visto che non ebbe altro seguito.
Adesso, come allora, aveva pensato che la stessa versione sarebbe stata accettata; e teoricamente non poteva essere altrimenti.
Re-inviata, dunque, la cartolina, specificando la copertura di Elena X, indicata come convivente con i suoi famigliari, con l’invito implicito a non battere più cassa a questo indirizzo.
Sembrava cosa fatta, abbandonata nel dimenticatoio delle cose ovvie.
Dopo quattro mesi era arrivata una lettera di specifica:



Giusto quelli che mancavano per arrotondare la relativa cifra in bilancio.
A questo punto nella lettura finale degli acronimi fin qui descritti, la RAI diventa RaraAudëre.It, poiché ci vuole un bel coraggio per andare a scavare situazioni squisitamente personali pur di racimolare qualche altro spicciolo (‘spicciolo’ per la Rai, visto l’importo della raccolta; non per chi a questa raccolta concorre obtorto collo).
Per questo Ente la convivenza sotto uno stesso tetto (non necessariamente nello stesso letto; che se anche fosse, mi si perdoni l’eufemismo, non dovrebbero essere gatti che riguardano la Rai) pur in distinti nuclei famigliari, non può esistere.
Come, invero, non può esistere l’obbligo di specificare i perché del mantenimento di una determinata situazione di vita famigliare.
Meno che meno alla Rai.
A dar retta all’interpretazione di quel travet, e, per lui, della Rai tutta, Elena X potrebbe guardare i programmi televisivi ovunque (al bar, in un circolo, in sala d’attesa del dentista, in farmacia, i maxischermi nelle piazze…), pur non facendo parte dei rispettivi nuclei famigliari dei titolari di quegli abbonamenti…
In casa della sorella (per esteso casa sua), no.
Qui, a casa sua, dovrebbe tenere bene in vista il badge che giustifichi il suo diritto alla visione.
Per estensione del Raipensiero, il possesso di un apparecchio "atto od adattabile ecc." per adempiere l'obbligo del versamento del quantum via via richiesto è un optional: in realtà l'ideale sarebbe quello che "tutti" dovrebbero pagare questa imposta, con sconti esclusivi ai non vedenti (che però potrebbero "sentire" l'audio televisivo) e ai non udenti (poiché potrebbero "vedere" le immagini; a questi sconto limitato per via delle trasmissioni sottotitolate).
Ultima ratio, che a leggere meglio quell'art. 1 r.d.l. 246/1938, fin qui troppo citato, poteva essere tranquillamente la prima e unicache avrebbe evitato tanta posta, tante chiacchiere e tanti giramenti di:


Dopo di che mamma Rai dovrà mobilitare (oltre alla Guardia di Finanza che è già al suo servizio permanente specifico), tutte le altre forze armate nazionali, riesumando magari pure i Mas, che quanto al loro audëre semper sono diventati famosi, per ottenere gli spiccioli che mancano al suo bilancio.
Solo allora Elena X cederà alla violenza fisica; a quella psicologica mai.

Sono passati svariati anni, e il travet fin qui trattato ha scoperto che tutti, ma proprio tutti (escluso, forse, Mauro Corona) hanno buttato le candele, affidando l'illuminazione delle abitazioni a quella comunemente nota come energia elettrica.
Pensato, detto, fatto: chi illumina la propria abitazione, illumina "sicuramente" anche uno schermo televisivo. Intanto pagherà come lo possedesse; chi dichiara di non possederlo, lo dovrà dimostrare accidenti alla mano; tenendo presente che è allo studio, e quanto prima diverrà realtà, la possibile applicazione del dovuto a qualunque cosa in casa abbia la parvenza di uno schermo.
Per lenire il dolore del prelievo, la tariffa è stata abbassata a 14.522,025 lire. Al mese € 7,5...
Grazie, mamma!... non ci fossi tu, già ci sono gli altri!


(fine, senza forse)

2 commenti:

  1. Infatti, hanno pensato bene d'inserirlo nella tariffa elettrica, non solo il balzello vale per le TV, ma anche per il PC, visto la possibilità di guardare la Rai in streaming.
    Saluti a presto.

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