La pace è cercata da tutti, a parole, citata assai, con cuore ed amore. C’è chi per lei prega e in lei ci spera, ma più si va avanti più è una chimera. Per difender la pace si fa la guerra, gente ammazzata che va sottoterra. Siam tutti armati, tutti in difesa, guardiamo in cagnesco la mano tesa. Con pietre o lame o bombardieri, la pace uccidiamo, oggi come ieri. Millanta morti portan la scritta ‘riposa in pace’; ma la pace è finita. E questa pace, il micio orante chiede che sia immantinente. Ma c’è una pace che non si sogna, è quella dei sensi, nessuno l’agogna. Si gioca solo una partita, con il pallone che corre, veloce, cercando il suo clone. Si scende in campo, novanta minuti, o son novant’anni, quelli vissuti. Poi c’è il recupero, poi i supplementi, più passa il tempo più sono pesanti. Poi, senza sosta, ci sono i rigori, a bruciare, stentati, gli ultimi ardori. Si può provare con la pastiglietta, per farne una in più, ma poco conta. Forse si riesce ancora a godere, ma non è più lo ...
mi piac... ehm... grazie mille :)
RispondiEliminaEbbi la fortuna di ricevere qualche bozza iniziale dei primi capitoli, piansi per il ridere. Alessandro sa il fatto suo, e sa dirlo parecchio bene. Credo che non mi resti che comprarlo ora no?! :)
RispondiEliminaSembra allettante. Da comperare.
RispondiEliminaMe lo son appuntato nella data di oggi.
RispondiEliminaSe lo dici tu mi fido, poi ti dirò.
RispondiEliminaLo annoto.
RispondiEliminaUn abbraccione
Grazie dell'intrigante "rece"
RispondiEliminaConosco il blog e l'autore, sicuramente un testo interessante.
RispondiEliminaSerena giornata
gattone, tutto ok?
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