Capezzoli, gemme brillanti, in trepida attesa di dolci carezze. Turgidi, al solo pensiero del tocco gentile dei miei polpastrelli. Felici, al solo sfiorarli con un breve sussulto mi cadono ai piedi. Rassegnati, per gioco o per amore, e questo ben lo sanno, sempre spremuti saranno. Questa qui sopra non è una poesia, ci mancherebbe: è solo una presentazione di sensazioni che presuntuosamente nel titolo ho definito 'sensuali'. In realtà si tratta di due chiacchiere, tra amici, non necessariamente al bar. Chiacchiere, squisitamente quasi agricole. Novembre, andiamo... no, non è tempo di migrare, è tempo di raccolta. Delle olive. Siamo in anno paro, quindi non avrebbero dovuto esserci; o esserci, ma in quantità direi infinitesimali. Negli anni pari precedenti, mano a mano che maturavano a nero, le raccoglievamo, le pesavamo (pesare = voce del verbo "pestare", secondo l'idioma locale, che ne estende il significato a "picchiare di sa...
mi piac... ehm... grazie mille :)
RispondiEliminaEbbi la fortuna di ricevere qualche bozza iniziale dei primi capitoli, piansi per il ridere. Alessandro sa il fatto suo, e sa dirlo parecchio bene. Credo che non mi resti che comprarlo ora no?! :)
RispondiEliminaSembra allettante. Da comperare.
RispondiEliminaMe lo son appuntato nella data di oggi.
RispondiEliminaSe lo dici tu mi fido, poi ti dirò.
RispondiEliminaLo annoto.
RispondiEliminaUn abbraccione
Grazie dell'intrigante "rece"
RispondiEliminaConosco il blog e l'autore, sicuramente un testo interessante.
RispondiEliminaSerena giornata
gattone, tutto ok?
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