domenica 6 maggio 2012

Poi ci sono...


Questa bambina ha sette anni, si chiama Annie Clark.
E' chiaramente focomelica, chiaramente invalida.
Sarebbe una "diversamente abile" nella terminologia attuale.
Talmente diversamente abile da vincere un concorso nazionale di calligrafia, in Pennsylvania.
Abita a West Mifflin, in una famiglia "diversamente normale", visto che è composta da due genitori e nove figli: tre 'fatti' da loro e sei adottati.
Su nove, quattro sono disabili, chi alle braccia, come Annie, chi alle gambe.
Annie si veste da sola, cura da sola il suo corpo, va in bicicletta, nuota e usa la tastiera del pc, come i suoi compagni di scuola.
La vittoria in quel concorso le ha fruttato una coppa, grande quasi quanto lei, e un assegno di 1.000 dollari.
Poi ci sono...
L'atleta cieca, che vince cinque medaglie d'oro di nuoto alle paralimpiadi, e decide di prendere la patente, miracolata della vista (in Germania, stella d'Europa).
Quella, atletica leggera, cieca pure lei, che si fa fregare dal tabellone dei tempi, esultando prima del pubblico per il tempo migliore e la medaglia d'oro.
Da noi viene beccato un falso invalido ogni giorno.
La bidella, tanto per cambiare cieca, che per anni ha percepito invalidità e accompagnamento e stipendio da bidella.
Il cieco (e dàie!) che guida la macchina e legge il giornale e cura il giardino, senza manco gli occhiali.
Il paraplegico, ridotto in carrozzina, che fa le corsette nel viale, per sgranchirsi le gambe.

Poi ci sono...
Decine di migliaia di invalidi, non sempre 'diversamente abili', anzi sovente disabili del tutto, cui periodicamente viene richiesta la prova che l'invalidità non è scomparsa.
In casi che talvolta 'sarebbero' ridicoli, se non toccassero persone prive di arti, o attaccate a macchinari salvavita.
Visite mediche di commissioni specifiche, documenti che confermino situazioni assolutamente irreversibili, danno a queste operazioni la parvenza di tragicommedie.
Mi chiedo: ai pochi citati "falsi" qualcuno avrà, dall'inizio, diagnosticato una invalidità inesistente; nel corso degli anni qualche commissione medica avrà confermato il persistere di questa invalidità, vidimando l'erogazione delle sovvenzioni ad essa attribuite.
Quando i media raccontano di questi truffatori, non ricordo di avere sentito o letto una risalita ai principali responsabili di queste operazioni, a chi ha messo la firma sotto i certificati, alle commissioni che hanno avvallato queste diagnosi.
Ma forse sono io fuori strada: evidentemente questo è un paese che oltre che di navigatori e poeti, lo è anche di miracolati.
Poi ci sono...
Persone fisicamente non disabili, non diversamente abili, non menomate, che si sono chiuse in una specie di ghetto, in una torre d'avorio, in una fortezza medievale, e da lì gestiscono in maniera assolutamente autonoma la loro "non capacità" di vivere come le persone comuni; si sono autodiagnosticate una inabilità permanente, nel loro caso non come una maledizione, ma come un dono divino.
Si fanno chiamare "onorevoli" (per gentile concessione e per risparmiare abbreviabile in "on."), si curano uno con l'altro, si difendono a vicenda dai 'complotti' che colpiscono ora questo ora quello, a turno un po' tutti; a scadenze precise si ritrovano in una specie di aula magna (essendo tale, pur sotto altro nome), si scambiano le sofferenze di chi è fuori dalla fortezza, e per alleviarle si concedono aumenti di "pensione", di prebende varie, di privilegi, di agevolazioni.
Per loro non esistono barriere, né architettoniche né etiche.
Ogni tanto escono dal ghetto dorato per tuonare contro la demagogia di chi protesta, contro il qualunquismo di chi li critica, contro l'antipolitica dilagante  ingiustificata incomprensibile.
Pensavo: se anziché 'onorevoli' queste persone venissero più popolarmente definite "membri" non sarebbe più realistico?
Sento in lontananza qualche pensante male, che in questo termine vedrebbe una definizione notoriamente ritenuta volgare.
A queste persone dico: il mio intendimento è quello di meglio chiarire la carica di questi 'ghettizzati', senza assolutamente alludere a specifiche parti anatomiche (honni soit...).
Specifico: signor Tizio, 'membro' del parlamento; signor Caio, 'membro' del senato; signor Sempronio, membro del governo regionale; e così via, in modo che tutti gli onorevoli diventino 'membri'. In strutture fisiche dette parlamento e senato e governatorati vari.
Che tra l'altro è un termine bisessuale (come onorevole, d'altronde), per cui anche le donne potrebbero fregiarsene senza nulla perdere della loro femminilità.
Automaticamente, membri "del" popolo italiano.
Con una insignificante variazione della preposizione articolata (membri "nel" parlamento, membri "nel" senato, ossia inseriti in gruppi di persone omogenei), si avrebbe la definizione perfetta dei loro ruoli.
Diventerebbero così (a dire il vero lo sono già) membri "nel" popolo italiano.
E il servizio sanitario nazionale non passa più la vaselina.




16 commenti:

  1. Coraggio! Prendiamo esempio dalla bella famiglia americana che adotta i disabili. E dai miei conterranei di Porto Empedocle che fanno una colletta per aiutare un rapinatore disperato...
    Certo, ci vuole una bella resistenza per vivere nell'Italia di oggi... Buona settimana. Grazie sempre.

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  2. Poi ci sono...ci sono e ce li teniamo come sono..
    Sei stato grande con questo post ma tu lo sei sempre.
    Mi piace la tua ironia.
    Sai dire dire le cose in un modo garbato è preciso..
    Sei proprio un grandegattone.
    Un abbraccio ciao.

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  3. Sì, si chiama frode: molti la camuffano per l'ennesima abilità italiana nel sapersi reinventare..ma è solo frode pluripatentata. E non parlo solo dei falsi invalidi (poracci) ma dei politicanti (stronzi)..come hai detto te nel post tuo.
    GattoNERO..tu pensa.. io tutti i miei followers li chiamo amabilmente membri..c'è quello n. 69 che quando è arrivato a sto numero l'ho a modo mio eletto .. ma io mi diverto con poco :-)
    buona settimana..bacio e abbraccio ..partiamo?

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  4. Fantastico questo post!

    Buon lunedì!

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  5. Ciao Gatto, buona giornata. Fa riflettere questo post, ci sono persone che hanno dignità e combattono per un posto nel mondo, nonostante la loro "disabilità"..L'Italia è un paese di corrotti, dove tutto è stato permesso, in quanto ai "membri", dovrebbero essere dipendenti come tutti gli altri con uno stipendio stimato in base alle loro capacità e la possibilità di licenziarli se non facessero bene il loro compito. Utopia?

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  6. eheh... la battuta finale mi ha ricordato la famosa scena del film Signore e signori buonanotte, coi quattro onorevoli Lo Bove: "Noi siamo sempre stati con la popolazione, per la popolazione, insieme alla popolazione, dentro la popolazione, in culo alla popolazione..."

    non facciamoci illusioni: un paese così stupido da non rinuciare al fascino del "dott" al punto da comprarsi le tesi o addirittura le lauree, figuriamoci se resisterà mai al fascino dell'"onorevole" dei miei co******...

    e intanto, mentre nella civile Francia le presidenziali si svolgono in giornata e alle ore 20 si ha l'esito finale, noi, in tempi di crisi e di "feroce riduzione degli sprechi" continuiamo a essere gli unici idioti che gettano al vento miliardi per votare in due giorni...
    di parole ne ho inventate parecchie, ma più esatta di Lobotom-italy... :-(

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  7. Caro Gattonero, sei, come sempre, mitico...
    Ha detto qualcuno... qualche tempo fà... che l'Italia è stata fatta... bisogna fare gli Italiani...
    Gli Italiani ci sono... sono creativi... inventivi e molti di loro sanno fare cose straordinarie... per esempio guarire in modo miracolistico...
    Poi ci sono quelli dell'aula "magna" che sono i più bravi di tutti... ma non ti voglio annoiare... le loro doti sono troppe e l'elenco è molto lungo
    Un abbraccio

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Poi ci sono... quelli un po' di qui e un po' di là, come tanti italiani. Nel senso che non sono proprio dei truffatori patentati ma solo un po'.

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  10. Io vivo con una persona che è visibilmente invalida e quando abbiamo richiesto il tesserino di invalidità per il parcheggio ce l'hanno fatto sudare... non dico altro che potrei bestemmiare.

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  11. si potrebbe dire che buona parte dei politici sono invalidi nell'anima ...
    ciao

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  12. Come mai non ti ho incrociato prima?

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    1. L'ho detto da te: quando eri uccello volteggiavi troppo alto, e, non essendo un rapace, non potevi vedere quella macchia nera spaparanzata in un campo di grano e papaveri. Io gatto son nato e tale sono rimasto; pur avendo insegnato alla gabbianella a volare, più che qualche saltello da terra non so fare.
      Ciao.

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  13. Già! Quanti ignavi nel nostro Paese!

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  14. Ottimo post, come sempre, caro Gattonero.
    Commovente all'inizio, realistico dopo, cioé senza speranza.
    Grazie!
    Lara

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  15. Ho iniziato a leggerlo con una speranza commovente, ma poi mi hai abbattuto con l'ultimo pezzo.

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