Ego sum ego...

... e il seguito lo lascio al marchese del Grillo, impersonato magistralmente da Alberto Sordi nell'omonimo film del 1981, e che qui fa da incipit a questo racconto che non è di fantasia ma di semplice cronaca di vita quotidiana.

La vicenda nasce e si sviluppa in un paesotto marinaro con propaggini montane, i cui abitanti oscillano tra i 4.998 e i 5.002 per via dei molti decessi e delle poche nascite, in linea con quello che accade in Regione e nel resto della Penisola. Un paese che non offre molte possibilità di lavoro e quelle poche malamente retribuite, con tendenze al 'nero' per risparmiare sui costi. Come altrove, dove sia ancora possibile e dove il posto fisso a tempo indeterminato è ormai una chimera.
È il racconto di un personaggio che mi ha colpito più per la sua furbizia che per la sua intelligenza. La prima talmente luminosa da apparire evidente a chiunque abbia diottrie mentali sufficienti, la seconda talmente surclassata dalla prima da risultare come 'non pervenuta'.
Questo ragazzo, oggi cinquantenne, fino a quattro anni fa mi era assolutamente sconosciuto. Non frequentando locali tipo bar o piazzette o lungomare o altro che inviti a comunelle e scambio di notizie, non avevo mai avuto l'occasione di sapere della sua esistenza. Cielo, sono invecchiato ugualmente e in maniera abbastanza serena, senza essere crucciato da questa assenza.

Questa storia ha inizio nel 2022, e coincide con le elezioni comunali del paese. Della politica, sia nazionale che locale, mi interesso al minimo sindacale, per cui sapevo che la giunta in scadenza era guidata da un professionista che, avendo esaurito il numero di mandati, avrebbe dovuto passare la mano ad altri. 
Si erano presentate quattro liste: una guidata dal sindaco decaduto che, in caso di  affermazione della lista, avrebbe ceduto a un sodale la guida del comune; una seconda composta da un professionista che già da anni si batteva strenuamente per arrivare al vertice, tempestando i social ogni santo giorno, con un'opposizione battagliera e la sua immagine sempre in primo piano. Personalmente forse avrebbe potuto spuntarla, ma la sua compagine era composta da personaggi che dire poco convincenti sarebbe dire nulla. Una terza lista aveva sapore di sostegno parallelo al sindaco uscente, volti noti, che in caso di vittoria sarebbero stati guidati da questo nelle scelte amministrative.
La quarta lista era sotto una di quelle egide che parlano di "Per il bene del paese", civiche, nelle quali convergono di solito persone non politicizzate, almeno all'apparenza. In questa, però, la comunanza d'intenti non poteva evitare l'affatto comunanza politica dei componenti, soprattutto di quelli che sarebbero stati ai vertici della giunta.
Il candidato sindaco era dichiaratamente forzista, dei due a lui più prossimi uno era fratello italiano e l'altro piddino. Dei primi due sapevo nulla della loro storia, del terzo sapevo per certo che era stato comunista convinto prima di passare nelle varie metamorfosi di quel partito. Un'unione che per due terzi rispecchiava la situazione politica nazionale, mentre il terzo risultava più il frutto di trattative, probabilmente miranti davvero al benessere del paese.
Eravamo nel 2022, la lista più favorita era crollata sotto il peso della valutazione negativa sui suoi componenti; una batosta inattesa, che aveva convinto il candidato a ritirarsi da ogni attività che avesse sentore di collaborazione. In fase di composizione del consiglio comunale aveva accettato di tornare all'opposizione, da cui mai peraltro si era mosso.
Il candidato sindaco era un diplomato, il suo vicesindaco era un professionista in pensione, il terzo è il protagonista di questo racconto, entrato in giunta con delega ad attività compatibili col suo non avere alcun titolo scolastico meritevole di considerazione.
Collegato al racconto è necessario sapere la situazione economica di ciascuno dei citati 'capi'. Il sindaco diplomato aveva un suo studio in cui trattava pratiche catastali e progetti edilizi. Il vicesindaco, ex medico andato in pensione col massimo degli anni previsti, non aveva ritenuto come altri di aprire uno studio privato; come medico generico, quelli detti 'della mutua' o di famiglia, non aveva nel suo curriculum una specializzazione da far valere, per cui si era ributtato nella politica locale dopo essere stato in un lontano passato sindaco, senza lasciare tracce evidenti del suo passaggio nell'amministrazione del paese.
Il terzo era un imprenditore marino, i suoi impegni erano stati per oltre vent'anni limitati al periodo estivo, che, in un tempo lontano, si dipanava in quattro/cinque mesi all'anno, ridottisi ormai a un paio di mesi nelle annate buone a causa di un'economia generale che va progressivamente a rotoli. Il resto del tempo presumo lo passasse bighellonando tra il lungomare, il corso e i bar, a parlare e sparlare di sport e di politica. Disoccupato, non essendo lavoratore dipendente quei periodi di vuoto economico non erano colmati dalla "disoccupazione", per cui campava tutto l'anno coi proventi della stagione estiva. 
Alle ultime elezioni comunali, quattro anni fa, si era associato ai due proponenti una guida del paese bipartisan, che col suo ingresso era diventata tripartisan, con lo strano connubio citato di un forzista, di un ex comunista e di un fratellino d'Italia. A parte l'ex comunista, la giunta proposta ricalcava l'andamento regionale, dove al posto di questo il trio si completava con i leghisti, in posizione nettamemte minoritaria rispetto ai primi due.
In giunta il sindaco era, come previsto dagli accordi, il forzista; il vicesindaco era il medico in pensione... Il nostro aveva avuto alcune deleghe legate alla sua attività imprenditoriale. Come in ogni comune che si rispetti gli emolumenti alla giunta prevedevano cifre più o meno interessanti per i sindaco e il suo vice; relativamente appettibili per i membri della giunta. Fino al 2024, quando sono scattati gli aumenti retributivi per tutti gli amministratori comunali, che, mal contati, prevedevano un quasi raddoppio dei precedenti 'stipendi'. Che faceva diventare interessante il 'lavoro' di amministratore.
Per una strana cabala, il vicesindaco era stato trasferito alla presidenza del consiglio comunale, mentre il nostro aveva preso il suo posto alla carica di vicesindaco. Un riquadramento che assegnava al sindaco circa 4000 euro mensili, e circa 2000 sia al vicesindaco e che al presidente del consiglio comunale.
Per il forzista sindaco, in quiescenza volontaria, una buona mancia di sopravvivenza; per l'ex comunista un di più alla già lauta pensione da medico in congedo.
Per l'oggetto di questo racconto si è trattato di una pacchia mai vista nel corso della sua vita: trovarsi a quasi 50 anni con uno stipendio fisso per dodici mesi all'anno, senza dover timbrare alcunché, senza orari da rispettare, senza impegni impegnativi, era forse un sogno mai sognato che si avverava. Nel periodo estivo, come imprenditore privato poteva seguire la sua attività per il tempo necessario, confidando in quello meteorologico ma senza i timori degli anni precedenti. Con un reddito fisso, tra l'altro non comune nella zona in cui opera, i sonni erano diventati assai più tranquilli.
In coincidenza con la sua nomina a vicesindaco e la presa d'atto che essere 'dipendente' comunale è cosa ottima, aveva iniziato a martellare i social con una presenza costante, postando sul suo sito ogni attività o iniziativa comunale, dando quasi ad intendere di essere in prima persona protagonista di queste e di quelle. Nel sito ufficiale del comune non risultavano, sul suo sempre e tutte...
Era in corso la pulizia dei canaletti di scolo delle acque pluviali di stradelle senza marciapiede? Lui c'era, pubblicando l'immagine degli stagionali a 500 euro al mese che operavano e lui in primo piano ad annunciare la straordinarietà dell'opera, dovuta all'interesse suo personale. C'erano buche stradali da rattoppare? Ci pensava lui.. Era prossima l'inaugurazione di una piazza a suo tempo sventrata e rifatta in mesi di impegno: di ogni pietra posata, di ogni giardinetto, di ogni fontanella dava prontamente notizia sui social, sempre a titolo personale, in modo che i cittadini in vista delle prossime elezioni locali fossero in grado di riconoscere chi e cosa lui aveva fatto per il bene del paese. Sul sito ufficiale del comune, una locandina annunciava il prossimo evento, senza dare immagini o vanterie su quanto fatto...
Nell'occasione dell'inaugurazione finalmente i cittadini hanno potuto vedere di persona il proprio sindaco... Che punta apertamente alla riconferma, che significherebbe per lui un'altra cinquina d'anni di vita serena. La 'latitanza' visiva del sindaco in tutte queste operazioni faceva addirittura ritenere che il nostro intendesse raddoppiarsi il 'salario', puntando letteralmente al posto di primo cittadino.
Una sua particolare caratteristica emersa in questi ultimi due anni consisteva in una costante arroganza dialettica verso chiunque si permettesse di fare osservazioni negative sull'operato della 'sua' aministrazione. Ricalcando tra l'altro il sistema della sua 'maestra' in campo nazionale...

C'è una parte della marina che da sempre patisce le mareggiate in maniera superiore di altre spiagge. In quella zona, negli anni dello sviluppo edilizio scriteriato, erano state rilasciate concessioni edilizie che all'epoca erano apparse compatibili con le distanze di sicurezza dalle possibili mareggiate. I dubbi sulla regolarità di queste concessioni serpeggiano ancora, ma tant'è, quasi tutta la zona marina profuma di abusivismi, ancora non del tutto condonati. 
In circa cinquant'anni, il mare si era ripresa tutta la spiaggia prospiciente le costruzioni, la posa di massi lungo la carreggiata a protezione del costruito si era rivelata di poca utilità, visto che a ogni onda superiore alla media tutte le abitazioni finivano allagate. E il comune si doveva assumere, anno dopo anno, l'onere del ripristino...
L'attuale amministrazione aveva fatto la pensata di ricorrere alle 'barriere soffolte' per fermare le mareggiate straordinarie. Messe in opera a una cinquantina di metri nel mare a supporto ulteriore dei massi già in essere, era stata oggetto di critiche da parte dell'opposizione: le pietre deposte non erano del 'calibro' previsto nella gara d'appalto, la distanza non era stata valutata con attenzione, troppo basso il rilievo frangiflutti...
Il nostro non si era tirato indietro, caricando di 'miserie' chi criticava l'opera, soprattutto sui social ma non escludendo lo abbia fatto anche in incontri diretti.
Già a dicembre scorso, in occasione di una normale mareggiata invernale che in effetti aveva risparmiato le abitazioni interessate, limitandosi ad allagare la strada, aveva postato le immagini del 'salvataggio' con questo breve trionfale commento:

Le barriere soffolte hanno salvato questo paese ... Ascoltate
(cit. 22/12/2025)

Il giorno dopo aveva rincarato la dose, precisando la portata dell'intervento, a fronte di richieste di spiegazioni più dettagliate:

Da quello che ci dice chi ha fatto i lavori, quel pietrame che si vede subito davanti la la barriera soffolta, è la pietra piccola utilizzata come pista per camminare sopra con i camion, ma i massi grandi previsti da progetto sono rimasti al loro posto, tant'è che da queste immagini si vede la grande massicciata, e il pietrisco davanti, che a mio parere quel pietrisco servirà per intrappolare la sabbia nelle piccole mareggiate e creare un ripascimento.
Non sono del parere di creare allarmismo, sono del parere che uniti dovremmo coinvolgere con tutti i nostri referenti politici un'attenzione particolare al ministero per ottenere l'altro finanziamento che abbiamo chiesto per ulteriore barriere.
Buon fine settimana.
(cit. 23/12/2025)

A fine gennaio altra mareggiata, un po' più pesante, altre critiche, se ne era uscito con un messaggio criptico:

Il medico si arrampica agli specchi...

Taci che non prendi nessun "mi piace"

(cit. 31/01/2026)

Indicativa del soggetto la sequenza dei messaggi in occasione di un allarme arancione lanciato dalla Protezione Civile:
Teniamoci forte
Mareggiata in arrivo
(cit. 11/02/2026)

Seguito da una sprezzante valutazione dello stesso allarme:
Domani alle 8 c'è il sole, poco vento , continua allerta arancione.
Boooo
(cit. 12/02/2026)

Venerdì 13 febbraio scorso, una fortissima mareggiata ha rovinato la strada, invaso le abitazioni, creando un disastro di portata eccezionale, col mare che si era 'mangiato' il metro di spiaggia che avrebbe dovuto essere prodromo di un auspicato ripascimento.
Ovviamente, quel giorno silenzio assoluto, niente immagini, lungomare chiuso...

Il giorno successivo, uno scatto di orgoglio rancoroso:
Gente che se n'è sempre fottuta di Xxxxxxx, e non parlo di paesani, che per stare in prima linea non fanno altro che pubblicare sulle loro pagine la catastrofe che ha colpito il nostro territorio.
Evitate di fare i codardi.
Noi paesani cadiamo e ci rialziamo senza le vostre buffonate.
Forza Xxxxxxx
(cit. 14/02/2026)

Stranamente delle prossime elezioni comunali nessuno parlava. Solo il nostro batteva il chiodo ogni volta lo ritenesse utile alla sua (data per sicura e garantita) riconferma. Né il sindaco in carica, né gli altri membri della giunta, né quella che dovrebbe essere l'opposizione... come dire "un uomo solo al comando", ego sum ego...

La piazza è stata inaugurata, la serata è stata un successo, piena di gente ammirata, felice di questa perla che si aggiunge a... niente altro. Questa piazza è un gioiello barocco incastonato nel nulla. Resta il mare... finché dura.
Il commento del nostro il giorno dopo sul social preferito, che nella festa è stato al centro di congratulazioni varie e complimenti:
Ne ho sopportate veramente tante.
Ho ingoiato rabbia e nervosismo per gente che ha distrutto l'unione di una comunità, avete seminato odio in un paese così bello.
La mia rivincita è questa per il momento, l'obiettivo l'ho raggiunto.
Ora dite quello che volete tanto la gente non è con noi, e contro di voi.
Xxxxxxx BELLA SEMPRE"

Il sindaco tace, probabilmente presente ma ufficialmente latitante. Il nostro si prende il merito, come se quanto fatto fosse frutto del suo esclusivo interessamento. Un attacco di megalomania coltivato nel tempo. Apprezza e gradisce i commenti a lui inneggianti e stronca brutalmente quelli apertamente negativi.

Ed ecco la sorpresona finale, una vera sorpresa da uovo pasquale:

Il Sindaco Xxxxx mi ha invitato a partecipare ancora una volta al suo fianco per un'altra tornata elettorale.
16 anni continui al servizio del mio amato paese, sono tanti, ma lavorare per la mia terra e rendermi utile e disponibile per i miei cittadini mi fa stare bene.
Ci riproviamo?
(cit. 26/03/2026)

Altri cinque anni di stipendio garantito, cascasse il mondo...

E ho capito da dove gli veniva tanta sicurezza di ri-conferma: alle ormai prossime elezioni si presenterà una sola lista, capogruppo lo stesso sindaco, con lo stesso staff più altri tre/quattro nuovi personaggi che andranno a sostituire i precedenti consiglieri di opposizione che si sarebbero auto-esclusi dalla competizione. Per farla breve ci sarà lo stesso sindaco, lo stesso vice sindaco, gli stessi sette consiglieri più i quattro sostituti dell'opposizione defunta.
Che saranno tutti eletti al di là dei voti preferenziali, voti che non avranno alcun peso, così come non avrà alcun peso l'andare a votare. Un sistema che altrove, tipo in Russia e altri luoghi simili, ha avuto successo, tant'è che, là e altrove, le elezioni danno risultati che, non si capisce perché, sono chiamati maggioranza bulgara.

Ho espresso a un amico i miei dubbi su un simile sistema, amico solitamente equidistante dalle parti in causa (maggioranze ed opposizioni, soprattutto a livello locale), che mi ha sparato una giustificazione che mi ha lasciato basito: "Questa è cosa ottima, il tuo voto così espresso varrà il doppio...". Una sicura carenza mentale mi ha impedito di capire in 'cosa' il mio voto avrebbe avuto un peso doppio, tanto quanto il mio, eventuale e probabile, non voto.
Che le forze di minoranza, già assenti in corso d'opera, si siano defilate del tutto è un segnale altamente negativo. Le ormai prossime elezioni avranno un sapore esclusivamente "confermativo", senza alcuna possibilità d'espressione del dissenso verso quanto fatto, o non fatto, dall'attuale amministrazione. Chi andrà a votare potrà soltanto segnare le varie preferenze, che peraltro non saranno indicative per l'entrata in giunta, visto che tutti i dodici 'apostoli' prescelti, oltre al sindaco, saranno alla guida del paese per i prossimi cinque anni.
L'unica alternativa per dire 'no' alla riconferma, giustificata da fattori i più vari, sarebbe il non voto, disertando le urne o votando scheda bianca. La legge, in caso di lista unica, prevede quote di partecipazione al voto precise, il famoso quorum, e una particolare percentuale di voti positivi per essere ritenuta valida. Per la giunta uscente non credo sarà un problema: con le ragnatele parentali, amicali e/o partitiche, quelle percentuali saranno superate a piedi uniti.

Quasi dal nulla è apparsa una lista, per ora fantomatica, probabilmente con il solo scopo di 'disturbare' una unanimità data per scontata. Ovviamente la parte più interessata ha iniziato a lanciare 'pietre', sui pochi nomi emersi, sul programma, sull'inesperienza dei nuovi, non previsti, concorrenti. Contro il parere dei più, ritengo che questa lista, ancorché chiaramente farlocca, sia un bene. Eviterà al paese l'umiliazione di una adesione forzosa a un qualcosa di ineludibile, il voto verso questa novità avrà comunque più forza del non voto, unica alternativa precedente a un così palesemente estorto.
Che siano dieci, cento o poco più, questi voti contrari diranno la contrarietà al già definito, saranno numeri di contrapposizione che non sarà possibile ignorare. Il vinca il migliore tra i concorrenti avrà un senso più democratico del finora previsto vinca l'unico concorrente.

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