Ad un amico, in merito alle prossime elezioni comunali

Buongiorno e, soprattutto, buon 25 Aprile, che tanto si adatta al momento storico che stiamo vivendo. Lascio perdere le considerazioni su quanto accade nel mondo (ne parlano già tutti e non sempre a proposito) e mi aggancio a quanto ci siamo chattati ieri sera, in merito alle nostre prossime elezioni comunali.

C'è una tua frase, ripetuta a più riprese, che mi ha colpito e (fatto rarissimo) ha ritardato la mia presa di sonno, solitamente istantanea: "Il tuo [il mio, il nostro] voto, in quanto si prospetta, varrà il doppio".
Perdonami l'ardire, ma ritengo quella frase una sciocchezza senza costrutto alcuno. E cerco di spiegartelo dal mio punto di vista, magari con qualche paragone che mi sovvenga nel prosieguo di questa nota. Il mio voto, alla luce delle previsioni, non varrà doppio, non varrà uno e neanche mezzo, varrà zero: dirò di più, lasciando il numerale, varrà un cazzo. Idem sarebbe il mio non voto. 

Oggi il consiglio comunale risulta composto da tredici persone, divise tra maggioranza (9) e opposizione (4). 
Che la maggioranza sia presente o meno poco importa, che abbia fatto bene o meno bene poco importa: importa che in una tornata elettorale "normale" questa si presenta al redde rationem, chiedendo la riconferma nel caso ritenesse di avere bene agito per il bene del paese, ovvero presentandosi disponibile a passare la mano in caso di magra soddisfazione dei cittadini per l'operato dei cinque anni precedenti.
L'opposizione, nel caso nostro, è stata assente o quantomeno non pervenuta: è quasi impossibile dare una valutazione su quanto abbia influito sulle decisioni della detta maggioranza. Teoricamente che ci sia o meno una opposizione di tal fatta nulla cale...
Detto questo ritengo, a mio (forse esclusivo e inutile) parere una seconda lista (anche letteralmente farlocca) renderebbe questa tornata più credibile; e più accettabile nel risultato, per quanto questo fosse scontato.

Premetto, ma già lo sai, che con questa amministrazione ho il dente avvelenato per via del trattamento ricevuto in occasione del mio condono edilizio, che è un bolo che ancora non riesco a mandar giù. Ma il mio ragionamento va oltre la scudisciata personale ricevuta, lo ritengo valido nella sua generalità e in questa forma te lo espongo. E che va oltre anche al comportamento indisponente di una sua 'testa di membro', a suo tempo descrittoti nel messaggio precedente.

Mi viene il paragone col recente referendum: se anziché l'alternativa del SI e del NO il governo lo avesse presentato con la sola richiesta di un SI confermativo, probabilmente la protesta si sarebbe estrinsecata con un'astensione pressoché totale dal voto. Non essendo previsto un quorum la maggioranza proponente avrebbe fatto man bassa di voti, raccolti esclusivamente dai fedelissimi.

Governo centrale: l'unica voce che vanta, qui e in ambito internazionale è la "stabilità" governativa. E non potrebbe essere altrimenti, vista la scompattezza delle opposizioni, che talvolta mettono più vigore nel combattersi tra di loro che verso questo governo, alla ricerca di una supremazia di partito piuttosto che le battaglie per il bene comune. Alle elezioni politiche del 2027 daranno l'assalto alla diligenza in ordine sparso, senza un programma comune e senza un Cristo qualunque che li guidi. E la 'stabilità' governativa continuerà alla faccia del male operato e delle stesse facce cubiche che compongono l'attuale compagine.

Nel nostro piccolo: questa maggioranza, dopo aver cambiato la "ragione sociale", ripresenta lo stesso sindaco e gli stessi consiglieri dell'amministrazione decaduta. Senza una lista alternativa, riempirebbe i posti lasciati vuoti dallo smarcamento dell'opposizione con altri consiglieri, ovviamente sodalizzanti. Una delega a qualcosa, agli amici (degli amici?) non si nega mai...
L'unico modo per esprimere dissenso verso questa vecchia/nuova compagine sarebbe il NON voto. Che sarebbe protesta a perdere, vista la ragnatela parentale, amicale o partitica che unisce questo gruppo. Lo stesso risultato darebbe la scheda bianca o annullabile. Non c'è altro modo, non sarà più "o così o Pomì", sarà, magari obtorto colloo "Pomì o Pomì"...
E, secondo te, il mio voto varrebbe il doppio di un mio non voto, quando questo è l'unico sistema concesso per segnalare il mio disaccordo?

Non so se cambiando ragione sociale il personaggio sindaco completa le due legislature, ovvero inizia ex novo il suo percorso; nel primo caso, allo scadere del suo secondo mandato non ci vorrà molto a trovare una 'testa di legno' che lo sostituisca (ma stiamo parlando del 2031...) per poi riprendere il comando del barcone per gli altri dieci anni successivi. Nel secondo, dando per valido l'inizio di un nuovo mandato, di anni ne passeranno dieci prima di poter cambiare gestione; seguendo poi le modalità dette della 'testa di legno' provvisoria. Nel frattempo senza, non dico poter cambiare, ma senza potere esprimere alcun disaccordo su scelte proposte, decise ed attuate da un unico timoniere. Perfino esprimere un parere sui social diventerà impossibile, visto che la nota 'testa di membro' ci impazza e non esita ad offendere chiunque osi solo mettere un like negativo. 
Il famigerato Ventennio che torna in auge nel nostro piccolo mondo, molto piccolo...

Quanto all'aggregazione fra i tre paesi limitrofi l'uno all'altro: io, tu, i cittadini tutti delle tre unità vedremmo di buon occhio questa unificazione, nonché il successivo passaggio alla Regione a noi limitrofa. Sarebbe un guadagno in numero di abitanti, che ci porterebbe a livello della cittadina appena fuori dalle nostre mura, pur difficilmente imitabile sul piano concreto; troppi campanilismi dividono le tre entità, c'è un disprezzo ancestrale, apparentemente pure cordiale, tra i tre paesi interessati, tra invidie recenti e dispetti reciproci del passato, quando sminuendo lo sviluppo della cittadina più prossima, così in contrasto con una sostanziale arretratezza del nostro centro, con quelli della zona montana non vogliono rinnegare la primogenitura nei confronti della marina, quest'ultima figlia innegabile di quella. Il passaggio alla Regione vicina ci toglierebbe dalla rete mafiosa che, qui in maniera subdola ma presente, ha incancrenito la nostra; grazie ad un'alternanza di casacche a livello regionale e provinciale che solo danni, materiali e di facciata e di incompetenze, hanno portato, e portano, a questa sciagurata terra.
Oltre a questo, non ci vuole molto a capire che l'operazione non sarà mai portata avanti da classi dirigenti che mai accetterebbero di spartire una sola 'torta' in tre. Sarebbero idea economicamente encomiabile per i cittadini, ma è evidente che, tres son mejo que uan, andrebbe a sfavore della loro convenienza personale. Non abbiamo, in nessuna delle entità trattate, la maturità e la cultura per una scelta così avanzata.

E alla fine, la lista "farlocca" è uscita allo scoperto. Che benvenuta sia, a rendere queste elzioni più accettabili anche sotto la forma istituzionale. I nuovi candidati sono apertamente in una posizione di seconda scelta, ma è proprio questo fatto che li rende utili, comunque saranno votati. Con la lista unica non ci sarebbe stato uno straccio di minoranza oppositiva; in questo modo, quegli scranni che la vecchia compagine si preparava a riempire con proprie genti saranno occupati da persone che faranno da contrappeso a una maggioranza non più assoluta.

Ho finito. Per ora. Se del caso, pronto a riprendere il discorso, soprattutto se ristretto alle prossime elezioni. 



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