A margine del disastro di Crans-Montana

Su quanto accaduto nel Constellation di Crans-Montana si è detto, scritto, mostrato di tutto. Sui social i video e i commenti, le ipotesi e i giudizi, le condanne e le assoluzioni si stanno tuttora accavallando. Forse giustamente, ché la tragedia ha colpito un po' tutti. Pur associandomi al dolore per quanto accaduto, leggendo un po' di tutto, non ho potuto ignorare questo testo che mi ha lasciato basito per la sua insulsaggine e per il suo essere assolutamente fuori dal triste contesto.
Mi sono trovato a leggere questo articolo, pubblicato da un giornale "di confine", che mi ha colpito come un pugno in piena faccia. Della ragazza citata nell'articolo a tutt'oggi non si hanno notizie certe, ma quello che mi ha stupito in maniera assolutamente negativa è questa stesura che ha il sapore di una genealogia, che, a mio parere, stona con la drammaticità del momento.
Davvero, in attesa di notizie certe sul destino della ragazza, era, giornalisticamente parlando, necessario elencare titoli, attività, recapiti, di tutta la parentela fino al terzo grado? Ho trovato questo testo particolarmente irritante; pubblicato su Faceboock, mi sono chiesto se non avrebbe dovuto avere in premessa la nota di sponsorizzato, ossia di quegli articoli a pagamento per divulgare prodotti e offerte.

𝐒𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐢𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐜𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐚𝐜𝐚... 𝐝𝐢 𝐜𝐥𝐚𝐮𝐬𝐮𝐫𝐚:

ARONA - DALLA PREALPINA - 03-12.2026 - di Maurizio Robberto - "Fino alla tarda serata di ieri è rimasta una flebile speranza di ritrovare in vita Chiara Costanzo, 16 anni, inserita nella lista della Farnesina come dispersa nel rogo di Crans Montana avvenuto nel locale Le Constellation, a Crans-Montana, nel Canton Vallese svizzero la notte di Capodanno. La giovane studentessa è figlia di Andrea, che, nato ad Arona, ha vissuto per anni in città insieme al fratello Piero e al padre Cesare in una villetta in via De Gasperi. Qui Chiara con i suoi genitori e i due fratelli tornava in estate per qualche breve soggiorno essendo residente a Milano.
Il nome della sedicenne - fino alla tarda serata di ieri - è rimasto nella lista dei sei italiani di cui non si hanno più notizie. Sui social sono rimbalzate notizie diverse, determinate dal flusso convulso delle informazioni provenienti dalla Svizzera. E pure un post pubblicato ieri sera aveva fatto temere il peggio, ma dagli organismi competenti invitano alla massima cautela perché alcuni ragazzi potrebbero essere ricoverati negli ospedali elvetici e non ancora identificati con certezza. Dunque è meglio attendere. Ad Arona abitano i cugini della famiglia Costanzo, i fratelli Romerio, che gestiscono la farmacia omonima di Oleggio Castello. Dichiara Sandro, uno di loro: «Ho parlato con Piero, fratello di Andrea. Tutta la famiglia è sotto shock». La famiglia ha un'abitazione a Crans Montana e solo all'ultimo momento la ragazza aveva deciso di passare il Capodanno in Svizzera. La loro casa dista solo duecento metri dal locale in cui è avvenuta la strage di giovani e quindi non avevano avuto problemi a mandare Chiara con degli amici ad una festa vicino casa. La madre di Chiara, Giovanna Lanella, ha dato un quadro commosso descrivendo la figlia: «Chiara era già stata in quel locale altre volte e quindi lo conosceva bene. Molto amata dagli amici, dagli insegnanti e dai suoi allenatori: una mente brillante, una ragazza socievole». Ed ha confermato che la presenza della figlia al “Constellation” era stata decisa all'ultimo momento dato che altri locali erano tutti pieni. La notizia della coinvolgimento di Chiara nel rogo di Cran Montana si è subito sparsa in città ad Arona dove i Costanzo sono molto conosciuti e stimati. Andrea è laureato in Farmacia, il fratello Piero è dottore in Economia, il nonno Cesare era dirigente della Bayer ed aveva ricoperto la carica di Difensore Civico cittadino. Il sindaco Alberto Gusmeroli mantiene alta l'attenzione per poter avere tutte le notizie del caso dalla Svizzera, esprimendo massima vicinanza ai familiari."

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