Ma in Italia abbiamo altro da pensare, ad esempio alla parte del Manifesto che (a detta di ignoranti patentati e in aperta malafede) propugnerebbe la soppressione della proprietà privata. Leggendolo mi sono ritrovato questo inciso: "Una situazione dove i comunisti contassero come forza politica dominante significherebbe non uno sviluppo non in senso rivoluzionario, ma già il fallimento del rinnovamento europeo", che fa pensare che gli estensori fossero di una destra dietro le quinte. Ovviamente non è così... ma le nostre sinistre col cavolo che lo interpretano come dio comanda. Quindi "armiamoci e partite!" finirà per tornare di moda...
Capezzoli, gemme brillanti, in trepida attesa di dolci carezze. Turgidi, al solo pensiero del tocco gentile dei miei polpastrelli. Felici, al solo sfiorarli con un breve sussulto mi cadono ai piedi. Rassegnati, per gioco o per amore, e questo ben lo sanno, sempre spremuti saranno. Questa qui sopra non è una poesia, ci mancherebbe: è solo una presentazione di sensazioni che presuntuosamente nel titolo ho definito 'sensuali'. In realtà si tratta di due chiacchiere, tra amici, non necessariamente al bar. Chiacchiere, squisitamente quasi agricole. Novembre, andiamo... no, non è tempo di migrare, è tempo di raccolta. Delle olive. Siamo in anno paro, quindi non avrebbero dovuto esserci; o esserci, ma in quantità direi infinitesimali. Negli anni pari precedenti, mano a mano che maturavano a nero, le raccoglievamo, le pesavamo (pesare = voce del verbo "pestare", secondo l'idioma locale, che ne estende il significato a "picchiare di sa...
La pace è cercata da tutti, a parole, citata assai, con cuore ed amore. C’è chi per lei prega e in lei ci spera, ma più si va avanti più è una chimera. Per difender la pace si fa la guerra, gente ammazzata che va sottoterra. Siam tutti armati, tutti in difesa, guardiamo in cagnesco la mano tesa. Con pietre o lame o bombardieri, la pace uccidiamo, oggi come ieri. Millanta morti portan la scritta ‘riposa in pace’; ma la pace è finita. E questa pace, il micio orante chiede che sia immantinente. Ma c’è una pace che non si sogna, è quella dei sensi, nessuno l’agogna. Si gioca solo una partita, con il pallone che corre, veloce, cercando il suo clone. Si scende in campo, novanta minuti, o son novant’anni, quelli vissuti. Poi c’è il recupero, poi i supplementi, più passa il tempo più sono pesanti. Poi, senza sosta, ci sono i rigori, a bruciare, stentati, gli ultimi ardori. Si può provare con la pastiglietta, per farne una in più, ma poco conta. Forse si riesce ancora a godere, ma non è più lo ...
esattamente
RispondiEliminaMa in Italia abbiamo altro da pensare, ad esempio alla parte del Manifesto che (a detta di ignoranti patentati e in aperta malafede) propugnerebbe la soppressione della proprietà privata. Leggendolo mi sono ritrovato questo inciso: "Una situazione dove i comunisti contassero come forza politica dominante significherebbe non uno sviluppo non in senso rivoluzionario, ma già il fallimento del rinnovamento europeo", che fa pensare che gli estensori fossero di una destra dietro le quinte. Ovviamente non è così... ma le nostre sinistre col cavolo che lo interpretano come dio comanda. Quindi "armiamoci e partite!" finirà per tornare di moda...
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