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Prove di quarantena

Premessa: la legge mi costringerebbe a specificare le fonti storiche da cui vado ad attingere per la stesura di questo breve  excursus su alcune quarantene, sanitarie e non, nel corso del tempo. Posso garantire in piena coscienza sulla loro veridicità, ma non le pubblico solo per evitare una segnalazione per pubblicità occulta. Quelle su fatti di un lontano passato hanno la stessa attendibilità del dentista quando dice " tranquillo, non sentirà niente!",  o del politico che dichiara solennemente  "di essere una persona semplice al servizio esclusivo dello Stato".   Quelle di vita vissuta, sia in tempi remoti che in altri recenti, hanno la stessa attendibilità che avrebbe lo stesso dentista qualora dicesse " non si agiti, le farò una male boia, ma le sto vicino e con una fialetta di adrenalina la rimetterò in sesto, nel probabile caso che avesse un collasso", o del politico che onestamente dichiarasse " io sono io, e voi siete un cazzo!" ( cit....

Era ferragosto

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Siamo solo a metà agosto e già fa caldo. E il caldo, contrariamente al freddo, dà alla testa. E il caldo sarà un'ottima attenuante generica per questo post, che senza questo, avrebbe mai visto la luce. Il caldo talvolta sovente fa sbracare. E non alludo all'immagine qui a fianco; non mi permetterei mai di contraddire ragionamenti che, lo ammetto, non fanno una grinza. Visto che di questo benedetto Covid-19 da mesi non se ne parla più, colgo l'occasione per esprimere un parere in merito. Scevro da ogni intento di negazione o di sostegno a tesi che, a ben pensare, fanno semplicemente defecare. Fino a poco prima, su questo dannato virus avevo delle convinzioni che oserei definire granitiche. E come un masso di granito, alla prima crepa si sono sfaldate di fronte alla lucida esposizione di "perché" che la mia dabbenaggine aveva trascurato. Il caldo rende nebulose le domande, figuriamoci le risposte... La simpatica corrispondente qui a fianco invita a porsele,...

Il dono delle lacrime

Un tempo prerogativa femminile, il piangere dell'uomo era considerato segno di scarsa virilità, un qualcosa da evitare o, quantomeno, da evitare in pubblico. In tempi recenti questa espressione ha preso il valore di partecipazione; partecipazione a un dolore, a una commozione diffusa per avvenimenti che "toccano l'anima". Talvolta coinvolgenti, altre volte irritanti. Anzi, ormai il pianto maschile è divenuto sinonimo di una sensibilità preclara, tant'è che sono molti gli esempi, apertamente visivi, che offrono questa sensazione a chi ha la ventura di assistervi, meglio se in diretta sui social,  che riescono talvolta a capovolgere l'impressione che il piangente di turno fosse un duro, notoriamente un cinico. Anche i delinquenti incalliti hanno scoperto che il pentimento per le performance del passato   se irrorato da lacrime (l'abilità consiste nel saperle far scorrere copiose sulle gote, fino a sentirne il sapore sulle labbra) rende, a livello promoz...

Punto e a capo

Una vecchia barzelletta racconta di un tizio, fermo alla fermata in attesa dell'arrivo del bus. Che, come sempre, tarda a passare. Ma il tizio non ci fa più caso, è ormai abituato, sa che il giorno che quel mezzo fosse in orario sarebbe prossima la fine del mondo. Aspetta, sereno e rassegnato. Gli si era affiancata una persona, sconosciuta, si erano scambiati un breve sguardo, neanche un cenno di saluto (una moda di un lontano passato, obsoleta, ancora viva nei paesi del Sud che, a un nuovo arrivato, allo straniero, danno un buongiorno o un buonasera o un salve, che lasciano sempre un'ombra di dubbio iniziale: mi conosce, la conosco?...), anche costui non sembra agitarsi più di tanto per il ritardo. Una persona come tante... All'improvviso, il neo attendente il bus, senza alcun preavviso, quasi senza guardarlo, gli scaraventa in faccia un din-don che levati, uno schiaffone andata-ritorno, che lascia di sasso il poveretto che li subisce. "Ma lei è pazzo!", riesce a...

Dialoghi di primavera

Nei ricordi di antico studente, brillano le dieci giornate di Brescia, le cinque di Milano, le quattro di Napoli... tutte giornate calde, anzi, per chi le ha vissute, bollenti. Nel mio piccolo attuale mi sono ritrovato con un paio di giornate che, fatte le debite proporzioni, forse non sono state bollenti, ma intriganti sì. Molto intriganti. È arrivato il tempo di alcuni controlli della mia carcassa umana. A dire il vero quel tempo era arrivato tre mesi fa, quasi quattro. Essendo l'unico mezzo che mi consente di stare in piedi, per quanto possibile (cioè sempre...) seguo le indicazioni dei vari meccanici che ci mettono mano. Tre mesi fa, quasi quattro, mi era stato programmato un 'piccolo' intervento; il giorno stabilito era il 12 di marzo. Esami di laboratorio pronta cassa, si trattava di andare all'officina medica in cui ero stato prenotato. Il 7 dello stesso mese era scattato il " fermi tutti! " che aveva limitato un po' tutte le attività; negli os...