domenica 14 agosto 2011

Sei mesi e mezzo dopo...

Siamo in un tunnel,

il varco all'entrata si è chiuso,

quello d'uscita è lontano,

un lontano quasi infinito.

La guardo negli occhi,

le parlo mi ascolta,

ma non riesce a capirmi.

Mi guarda negli occhi,

mi parla la ascolto,

ma non riesco a capirla.

La chiamo per nome,

lo grido,

è come un urlo sott'acqua:

si frantuma in mille bolle,

piene di silenzio.

Una parete di cristallo

ci divide;

siamo di fronte l'uno all'altra,

le braccia tese,

a chiedere aiuto le sue,

impotenti a darlo le mie.

Universi paralleli,

divisi da un velo,

impenetrabile.

Ogni tanto una luce

illumina l'antro,

una fiammella

un fuoco fatuo

una stella cadente,

un breve lampo

e la speranza si spegne.

Al ritorno del buio

fisso l'oscurità,

in attesa

che altra luce s'accenda.

Rassegnarsi alla morte

fa parte della vita,

rassegnarsi alla vita,

a questa vita,

è un peso che schiaccia,

la tegola iniziale

divenuta macigno.

Da portare,

fino alla fine

di questa galleria,

senza più entrata

forse senza più uscita.

Riaffiorano intanto

i mille "perché"

d'un'infanzia lontana:

domande,

come allora senza risposta.

17 commenti:

  1. A costo di apparire banale ti riformulo i sensi della mia umana solidarieta' morale.

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  2. vi penso... spesso... vi abbraccio...

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  3. un abbraccio forte
    pietro
    uno di quelli che solo gli amici si danno...

    la tua poesia dimostra la tua infinita umanità... e un amore nei confronti della tua donna che ti rende onore

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Ciao Pietro, come dice Adriano, sarà banale...ma non posso che esprimervi tutta la mia umana solidarietà morale.
    Vi porto nel cuore^^

    Un abbraccio grande.
    Namastè

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  6. Ogni tanto mi venite in mente tu e tua moglie e quello che state vivendo. Sembra strano, in fondo neanche vi conosco di persona.
    In questi casi non so mai cosa dire perchè credo che le parole servano a poco.
    Ti auguro di avere tutta la forza necessaria per affrontare questa situazione.

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  7. Un abbraccio, inevitabilmente impotente, ma forte nelle intenzioni.

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  8. Ciao sono Sara e son qua grazie all'invito di Stefano..
    Tante parole sarebbero inutili... un forte abbraccio a voi!

    Sara

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  9. Pietro, mannaggia...sei mesi e mezzo dopo è difficile per me trovare parole che possano in qualche modo tirarti su di morale.
    L'abbraccio è virtuale..quindi a poco serve.
    Vorrei tanto poterti abbracciare per davvero e, che ne so, farti il solletico..tanto per sentirti ridere ed urlare |BASTAAAAAAAA, SCEMAAAAAAA| a più non posso..
    Non per un tuo bisogno,eh.. ma per il MIO.
    Per la GIOIA di potermi vantare:
    EVVAI, per 5 minuti ho ridato serenità al buon gattone!
    Questo è quello che vorrei :-)
    Baci

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  10. Sappiate che siete sempre nei miei pensieri.
    Vi abbraccio.

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  11. torno qui tra queste pagine dopo tanto tempo e trovo questo urlo straziante. Mi dispiace tantissimo. Ho vissuto la stessa situazione con un amico ed è devastante. Posso solo imamginare come sia con una persona ancor più cara, ancor più vicina.

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  12. la tua poesia ci comunica cosa è la quotidianità del dolore.
    un abbraccio

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  13. Vi ho pensato spesso, con impotenza... perchè davanti a certe cose mi sento piccola piccola. Lo siamo tutti noi. Un grosso abbraccio

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