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Sinistri due

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Tra l’incidente con l’auto del dentista e il cambio vettura con la Fulvia, avevo fatto un altro piccolo sinistro, ancora con la 500. Non gravissimo, ma la mia reputazione di coglione ne era riuscita ampiamente rafforzata. Dovevo andare a una cena con amici, alcuni pure compagni, cui partecipava anche Prospero, il titolare della scuola guida. All’andata era venuto con la macchina dell’autoscuola, che la moglie aveva portato via, per faccende sue; tanto il rientro era assicurato dalla mia macchinetta. Cena regolare, con i limiti delle bevande allora consentiti, passata tra chiacchiere e allegria (la buona ortografia mi piace, senza esserne fanatico: avevo battuto chiacchere che mi suonava meglio; me lo son trovato sottolineato in rosso, quindi ho aggiunto la “i” e il rosso è sparito. Si vede che è giusto così). Era dopo mezzanotte, scambio di saluti… e arrivederci. La guida del bolide, ovviamente era a carico mio, con la voglia di dimostrare che, nonostante l’esame disastroso, i c...

Dedicato a...

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A ciascuno, la propria papera sembra un cigno! Questo è la nostra cigna... muta. Muta, ma che fa un casino del campidoglio. La metto in blog, dedicata espressamente a... Per dimostrare che la bellezza non è solo dark, Con un pizzico di fantasia anche la punk non è male!

SINISTRI

Non sinistri come gente di sinistra, e neanche come gente torva tipo i bravi (cfr Manzoni). “Sinistri” come incidenti con l’auto. Ho già raccontato della presa della patente. In base al racconto, in un simpatico commento, sono stato invitato ad avvisare quando mi muovo in macchina; per mettersi in salvo. Tipo: gatto al volante, pericolo costante. Non ho fatto molti incidenti, quindi non distoglierò più di tanto dalla lettura di altri blog, molto più interessanti. Senza ironia. Ne racconterò uno e mezzo, per non suscitare timori in chi guida. Il primo, indimenticabile come il primo amore, otto mesi circa dopo il patentamento. Avevo comprato una fiat 500 di seconda mano, decapottabile, indietro fino sopra il motore. Novembre inoltrato, circa le nove di sera, già buio, una nebbiolina che si posava sulla strada rendendola un po’ viscida. Uscivo dal lavoro, e, dopo una per niente faticosa giornata, niente di meglio, avviando la macchina, che accendere una sigaretta. A quei quattro o cinqu...

Bidonville

Case di latta intonacate di ruggine verniciate dalla muffa del. tempo Ventate di freddo s'insinuano dalle cento finestre e tremula la fiamma di arbusti. Tre bimbi scalzi mordono pane stantio e muco. Occhi impauriti macerati dallo spavento. Gote bianche di fame gote bianche di freddo. Pendono dal tetto stalattiti di ghiaccio come lampadari di miseria. Muore un cero fumoso ed è buio. Buio d'intorno e dentro nero come il cuore di chi non vede. Angelo Roberto Campiselli (senza data)

B come patente

Sei mesi fa ho compiuto quarantacinque anni. Il tempo che passa porta ai ricordi; talvolta basta un profumo, un caseggiato, una piazza, l’incontro con una persona non vista da tempo, una lapide al cimitero… O una nipote che si iscrive a scuola guida per la patente. E il pensiero corre all’indietro, quando scuola guida per la patente l’ho “fatta” io. E penso a quello che, con quella patente in tasca, mi è successo, di bello e di meno bello. Non posso ricordare tutto delle migliaia di chilometri percorsi, ma gli incidenti, i “sinistri”, li ricordo tutti… E il primo approccio col sesso, in una cinquecento decapottabile, con una “nave scuola” con un fisico doppio il mio. Parto dall’esame. Programma per quella mattina : intanto avevo lavorato fino a mezzanotte; alle 8,30 circa esame teoria e guida; subito dopo era previsto un viaggio in treno per il matrimonio di un amico, in una città a un centinaio di chilometri. L’esame: come da copione, partenza col freno a mano (in se...

LATITANTE

Peregrino se ne va, nel deserto di città, ramingo e disperato, solitario e ricercato. Guarda a destra, e c’è un plotone, di corvi affamati, sulla sinistra un altro plotone, di jene ridenti… che cercano lui. Tutto per colpa di una ca ss ata, nata dal nulla e poi svirgolata. Tutti lo cercano, nessuno lo vuole, soltanto perché, seguendo la cronaca, ha scoperto un amore. Che amore non era, e neanche un calesse: era solo un miraggio, seppure palese. Lo hanno fregato nella sua ingenuità, ed ora è in viaggio. Un viaggio di fuga, la Legge lo insegue, chissà quando mai quei torvi avvocati vedranno in che guai si vanno a cacciare. Lui nella Legge ha poca fiducia, ancora di meno nell’avvocatura. Ha i suoi legali, già sull’avviso, non sono “dottori”, di Legge non sanno, ma legge san fare, e battono bene, laddove un gattino vien pesto di gusto. Uno fa il cuoco, l’altro è insegnante, l’altro è buon mastro di muratura, e un altro intercetta rompendo i contatti tra chi lo ricerca per fargl...

Andando...

Andando                dall’altro ieri lontano Andando               dall’ieri passato Andando               dall’oggi vissuto Andando               a cercare il domani Andando              verso l’eternità. Andando!                                                                       Angelo Roberto Campiselli (2008)...

Eterna poesia

(Avevo postato una cosina, e mi è successo come nel “Che cazzo fai!” di qualche tempo fa. Anteprima regolare, al ‘visualizza post’ mi sono trovato un testo da “ridi, pagliaccio!”: maiuscole disseminate come papaveri in un campo di grano, capoversi saltati, frasi a capocchia, parole neanche pensate, insomma tutto meno che un post. Dopo il vano tentativo di rimetterlo in ordine, ho rinunciato e l’ho eliminato. Ciononostante il titolo è passato in giudicato nei blog amici, facendomi passare per l’ennesima volta come leggermente squilibrato. Chiedo venia, anche se non è stata colpa mia). Non so scrivere poesie. Ma non so neanche ‘fare’ l’acqua. A malapena ne ricordo la formula. Nonostante ciò, quando la bevo mi ristora. E ristora sia l’ignorante, come me, che il sapiente. Gli umani, la fauna e la flora, di tutta la terra. La poesia, nel mare di scienza che ci circonda, è come una goccia d’acqua. Che ha una caratteristica unica: mentre tutte le altre scienze sono soggette a modifi...

Ancora una goccia, poi basta

(Per chi volesse soffrire di più, le gocce precedenti sono del 31 luglio e del 27 novembre). Le prime due parti di questo raccontino le avevo animalizzate per renderle più commestibili. Quest'ultimo lotto parla di cose serie, quindi lo umanizzo: i pollastri tornano a essere colleghi; il pollaio, ristoranti e albergo restano invariati. Oltre l'aggiornamento della diaria e i rimborsi chilometrici, un altro punto importantissimo era la scelta del ristorante per la cena. La mensa era aperta fino a tardi, ma la sera il distacco totale dall'ambiente era obbligatorio. Il mandato della ricerca del locale più adatto era, logicamente, affidato ai colleghi indigeni, o comunque bazzicanti in zona. Di solito tra una riunione e l'altra passavano otto/dieci mesi, quindi avevano tutto il tempo per cercare, provare, promuovere o bocciare. Trovare il meglio era per loro un punto d'onore. E, di solito, ricevevano il plauso del gruppo: come colleghi di lavoro non si potevano dare giudi...

Coda in posta

Stamattina sono andato in posta per fare i versamenti dell'iscrizione di Roby a scuola guida. Come ormai sapete non ho nulla contro la burocrazia, è un settore che dà lavoro a un sacco di persone e non conosce crisi. Anzi ogni governo che sale al potere rende più fitta la tela, con leggi leggine codicilli ddl regolamenti di attuazione ecc., per cui ogni minima comunicazione al cittadino da parte del potere costituito, a qualunque livello, è composta da tre facciate di "visto l'art. xxx e modifiche", e alla fine di tutto uno striminzito "si può fare". Così mi trovo con tre moduli di conto corrente, due dei quali destinati al Dipartimento Trasporti Terrestri, imposta di bollo: identici in tutto, importo e destinazione, codice di versamento; l'altro, sempre stesso destinatario, ma "diritti L. 14 - 67", 0,38 centesimi in più. Per la coda in posta non cambierebbe nulla, ma un modulo unico che in pratica dica: vuoi la patente? Fa tot,tot euro, unico ...

18 grazie!

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Roby ha "fatto" i diciott'anni. Per ringraziare gli auguri ricevuti e quelli sottintesi nel blog, mi ha delegato ad offrire un pezzetto di torta. Virtuale, perché al rientro dalle ferie il pensiero corre ad abbuffate sfrenate, barbecue bolzaneschi, chili di gelati, angurie e meloni, assaggini ed assaggioni... insomma a leggeri sbracamenti culinari, che il rientro al lavoro rendono ancora più pesanti. La torta Il buffet, già spazzolato con qualche avanzo Un angolo del locale Statua del Buddha sulla spiaggia

Diciott'anni

Oggi una bimba compie diciott'anni. Non è mia figlia, ma se anche lo fosse, non le vorrei più bene di quanto gliene voglia senza essere mia figlia. BUON COMPLEANNO ROBY E ricorda che, a parte il sesso, tu sei quel che io ero io sono quel che tu sarai. (Non so di chi sia; sicuramente non di Jim Morrison, che battute così se le sognava. In cambio ne ha fatte di peggiori)

Altra goccia di un passato lontano

(La puntata precedente ha visto la luce il 31 luglio. Tra ferie, caldo, disastri, strani ribaltamenti e altri eventi mai positivi, siamo arrivati a oggi, 27 novembre. Metto in tavola questa seconda parte, servita in un bacile d'argento, come fosse un pissin d'or). La vita esterna dei pollastri aveva delle regole precise. Come tutte le regole, ciascun pollo, gatto compreso, le interpretava a modo suo. La chioccia, salvo casi smaccati di stronzaggine, non metteva becco. Purché non le si rompessero le ovaie, andava tutto bene. Periodicamente, lo sparuto gruppo esterni veniva convocato in rapide riunioni presso il pollaio centrale. Di solito, queste coincidevano con la presentazione di un nuovo megadirettore (talvolta addirittura galattico). 'Presentazione', in effetti, è un termine un pochino esagerato: c'era la nomina di questo nuovo megadirettore, il cui nome già circolava da tempo nell'ambiente, le sue funzioni, il suo essere mega, venivano annunciati in pompa ...

Fotovoltaico: supplemento

Nella "fine dell'avventura" mi sono dilungato nel racconto, dimenticando quello che avrebbe dovuto essere il sugo del discorso. Ossia i vantaggi di un impianto fotovoltaico. Che, nonostante i Nicola di turno, una volta in produzione, ci sono. Farò il possibile per essere chiaro (e sintetico, come sempre). Il costo: a me l'impianto è costato 15.000 euro tondi tondi. Si erano aggiunti 2.500 euro per l'intervento di Nicola; la ditta, coerentemente, se li è accollati per intero, evitandomi di trovarmi mazziato, dopo essere stato cornuto per 506 giorni. Le tariffe di incentivazione sono di tre tipi, e variano in base alla collocazione dell'impianto. Dal GSE, Gestore Servizi Energetici, ho avuto la tariffa di integrato, che è la migliore nella valutazione della sistemazione dell'impianto stesso. Le altre due tariffe sono parzialmente integrato e non integrato . Entrambe ricevono un paio di centesimi in meno per ogni kw prodotto. Queste tariffe sono destinate ...

IMPREVISTI

Un'amica, che non cito per via della solita privacy, ha avuto un piccolo problema col suo blog. Ha minacciato di buttarsi nella piscina di un'amica, una piscina fatta a tazza di cacaturu. Questo tentativo di gesto insano mi spinge a tentare un salvataggio in extremis, dedicandole ovviamente una poesia, che serve soprattutto quando il web ti crolla addosso. Devo chiedere a una Santa Cazzarola di non tirare lo scarico nel corso di questo intervento poetico. Se lo fa, l'idraulico dovrà cercarselo in paradiso, perché questa poesia le intaserà la "piscina", e nella casa allagata potrà allevare rospi, alligatori, luppoli e jene, perché col cazzo che in agosto trova un idraulico. E, se lo trova, pagherà il mutuo per trent'anni...   E MIRASOL Quand a liv l'oc e la mènt a la sò... te' fond de' zil che pe tot s'a gl'el d'e vent, che pé tot atàc a un fil in tn'eterna ziravolta e' pò capi sol e' Signor... S'a nisès un etra vo...

Fotovoltaico: fine dell'avventura

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Nel paese sede della ditta, e in altri paesi vicini e meno vicini, la prassi consolidata per l'avvio delle opere prevedeva la presentazione ai vari uffici tecnici dei comuni interessati di un progetto redatto da ingegneri aggregati alla ditta stessa. Se non risultavano problemi particolari, l'OK all'inizio della messa in opera era immediato. Devo qui precisare che lo sconfinamento nella mia regione era avvenuto per la prima volta con la stipula del mio contratto. Non avendo avuto richieste antecedenti la mia, la ditta aveva visto la possibilità di sviluppo in una zona nuova, e intendeva operare al meglio, al fine di proporre una pubblicità pratica ad altri possibili committenti. Qui devo dare alcune informazioni sintetiche relative al progetto. L'installazione prevedeva dieci pannelli fotovoltaici, potenza di 2 kw, circa 17 mq di superficie radiante (ben visibili nella foto del post precedente). A sostegno dei pannelli, una impalcatura di sei pali innocenti diametro 6 c...

La poesia non ha dialetti, non ha età

A SEM VECC                                                                                                                    SIAMO VECCHI Com ogni fior quand l'ha sbuciè,                                                        Come ogni fiore quando è sbocciato, l'incumincia a sfiurì,                                                                                 ...

Fotovoltaico: inizio dell'avventura.

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Primavera 2007, tempo di dichiarazione dei redditi, di "730". Il mio commercialista di appoggio, tra addebiti e accrediti della denuncia, aveva trovato il tempo di parlarmi del fotovoltaico. Nel periodo di questa dichiarazione, ci si concentra interamente su questa, e non è possibile dedicare i propri pensieri ad altro. Avevo accantonato. Per erudirmi, almeno a grandi linee, sul problema dell'inquinamento e sulla CO2, mi aveva passato una serie di depliant e copie di ritagli di giornale che trattavano l'argomento. Passata l'estate, con la mente rinfrescata dall'autunno, avevo ripreso in mano il materiale e lo avevo esaminato. La faccenda mi era sembrata interessante; ero tornato dal commercialista ecologista per avere maggiori ragguagli in merito. Piuttosto genericamente mi aveva precisato che l'impianto sarebbe risultato a costo zero, perché la spesa sarebbe stata 'a carico' del sole. Vista così la cosa era appetibile. Per iniziare l'operazion...

Strisce pedonali

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I pedoni sono tutelati dalla Costituzione. La loro protezione è implicitamente sancita dall'articolo sulle minoranze. In quell'articolo sono segnalate solo alcune categorie: i pedoni furono esclusi dalla citazione esplicita, poiché all'epoca della promulgazione risultavano essere la parte maggioritaria degli esseri umani in movimento. (Solo molto successivamente, la Costituzione viene letta, non come tutela di tutti i cittadini, ma come uso e consumo di una maggioranza; che, per renderla più moderna, appena può tenta di cambiarla laddove non coincide con questa lettura. Ma questo è un altro discorso...). Col passare del tempo, questa maggioranza (dei pedoni) si è sfaldata. Ormai, dal risveglio del mattino al rientro serale o notturno sotto le lenzuola, l'uso di qualsiasi mezzo di locomozione ha preso il sopravvento sull'uso delle proprie gambe. Quindi, chi ancora le usa risulta in minoranza; che cala sempre più. Per proteggere questi sopravvissuti sono state create...