domenica 22 maggio 2016

Chambre à coucher

È passato un anno.
Anzi: è già passato un anno...
Giusto a un anno fa risale la voglia (o, meglio, la necessità) di investire nel mattone quattro soldi degli scarsi risparmi disponibili.
Banca e Posta non si facevano intenerire dal mio pianto greco, e non scucivano manco un centesimo di interesse a credito; in cambio continuavano a martellarmi con costi di gestione, bolli, addebiti per ogni minimo starnuto finanziario...
"Finanziario" è un termine pesante, soprattutto se riferito a bollette e a piccoli pagamenti, o ad ancora più minuscole entrate, ma consente l'accesso (virtuale) a un mondo lontano anni luce dal mio vivere quotidiano.
Non che mi sentissi corresponsabile della crisi del mattone che, con tutto il resto, stava (sta) mettendo in ginocchio l'economia nazionale. Non sarebbe bastato il mio piccolo investimento a risollevarne le sorti.
Parlottando del più e del meno con un conoscente avevo appreso che c'era la possibilità d'acquisto di un piccolo locale, unità abitativa, regolarmente accatastata, privo di vincoli specifici.
Un monolocale.
Informazioni più dettagliate le avrei potute avere da un intermediario del costruttore.
Ormai deciso a fare il passo (salvo che fosse, come si dice, più lungo della gamba, troppo oltre le mie possibilità) avevo preso appuntamento per un colloquio preliminare, più che altro per accertarmi che questa decisione non si rivelasse una cazzata; nel corso della vita, nel mio piccolo, ne avevo già fatte parecchie, in sovrannumero di quelle in normale dotazione.
Il prezzo rientrava nel badget disponibile, anzi...
"Dammi retta, prendine due, non sono proprio come le pubblicità 'compri due paghi uno', ma sul secondo acquisto c'è un bello sconto... Con quello che vai a spendere non ci compreresti neanche un tucul col tetto di paglia in Congo... Ieri costava tot in meno di oggi, oggi costa un tot in meno di domani, e così via, sai benissimo come gira il mondo... E qui parliamo di una struttura moderna, antisismica, in cemento armato, con pareti di solidi mattoni...".
Paese piccolo, seimila abitanti circa, non ci voleva molto a superare il rispettoso "lei" o il sempre dubbioso "voi" dato al singolare: il "tu" ha origini ancestrali, risale a quando qualunque verme umano lo dava al dio di turno, una parvenza di parità a parole che nei fatti non era mai ricambiata.
Allora come oggi, come da sempre.
Mi viene sempre in mente una bella persona che, in tempi lontani, al primo approccio esordiva sempre con:
"Dumse del ti che fuma pi' 'npressa", diamoci del tu che facciamo prima.
Una cittadina in cui, di riffa o di raffa, si sa tutto di tutti.
Poco tempo dopo una còpula finalizzata alla figliazione (e ben riuscita) spinge l'anagrafe a mettere un asterisco previsionale sull'entrata nella comunità di un nuovo embrione indigeno.
L'ufficio tributi, allertato dall'anagrafe, subito col metro in mano, a prenderne le misure come prossimo gradito contribuente.
A proposito: con le pratiche burocratiche relative all'acquisto, con le tasse e le altre varie-ed-eventuali rogne, come siamo messi?
"Nessun problema, penso a tutto io; tu devi solo mettere un paio di firme, fare il bonifico, portare la copia dell'avvenuto versamento e i locali saranno tuoi da subito. Tasse per l'acquisto nessuna, a parte l'Iva che è già compresa nel prezzo; per il futuro neanche. Almeno per ora: sai 'del doman non v'è certezza': potrebbe capitare che una bella mattina al governo di turno venga lo sfizio di raccogliere ulteriori risorse, magari solo per incrementare il fondo pensioni dei parlamentari, e degli ex tali, ma per ora si accontentano, bontà loro, del latte che suggono dalle nostre mammelle.
È però indispensabile che i locali risultino occupati, con residenza anagrafica certificata, senza possibilità di revoca della stessa".
"Del doman non v'è certezza", già sentita, forse detta da un ottimista ad oltranza.
Bene, logisticamente come sarei messo?
"Si tratta di un blocco di locali appena finito, per cui puoi scegliere in piena libertà: ci sono quelli vista mare, con un panorama intoccabile nel tempo, poiché non sarà possibile il sorgere di altre costruzioni a togliere o limitare la visuale, con tramonti da cartolina senza soluzioni di continuità; c'è solo un neo: hanno un piccolo balconcino, talmente piccolo da non consentire la messa in opera di vasi per piantine di prezzemolo o basilico o altre similari, comunque prodotti che è possibile trovare dappertutto; sarebbe possibile, invece, piazzarci qualche fiore che, pur essendo considerato un bene superfluo, completerebbe di colore e profumo il quadro del panorama mozzafiato. Il difetto sta nel fatto che quando il sole picchia, qui picchia davvero, e come ridere che i fiori avrebbero la classica durata di un mattino e a lungo andare ci si potrebbe scocciare di rinnovarli in continuazione.
Sono liberi anche quelli lato monte, che hanno il vantaggio di godere il primo soleggiato del mattino evitando la canicola pomeridiana, tra l'altro offrendo una frescura notturna conciliante il riposo, che i residenti lato mare se la potranno sognare, col sole che li inonda di calore fino a tarda sera... E qui i fiori sul balconcino hanno sicuramente vita più lunga; anche qui c'è il divieto a costruire, deroghe o abusivismi non saranno mai tollerati".
OK, andiamo sul lato monte.
"Se sei orientato verso i due locali, li consiglierei uno sovrastante l'altro, poiché affiancati, pur essendo logisticamente più pratici, hanno un costo un pochino più alto, senza dare ulteriori vantaggi; essendo la zona ben servita, non avrai necessità di mezzi per andare di qua o di là, e anche il fare due passi, da sopra a sotto o viceversa, non sarà poi così pesante".
Aveva prevalso la parte (peraltro inconscia) del maschietto sospettoso e un tantino prepotente: mi sarei piazzato al piano di sopra per tenere d'occhio ogni attività sottostante e controllare meglio 'chi viene e chi va'.
Il 18 di giugno Angela aveva compiuto gli anni.
Quale migliore occasione per mettere a sua completa disposizione uno dei due monolacali appena comprati?
Quello di sotto, ovviamente.
Non aveva perso tempo, Angela, e il 19 dello stesso mese era partita per un lungo viaggio, quello che come saluto prevede soltanto un triste "addio" e aveva preso possesso dell'immobile.
I vasetti di fiori sul balconcino (in realtà più che di un balconcino si tratta di una specie di davanzale) non mancano mai, e non è necessario che siano appassiti per metterne di freschi.
Lei mi sorride da una finestrella, il suo modo silenzioso per dire "grazie".
Quanto a me non mi sono ancora trasferito; per ora considero l'acquisto di quel monolocale come un qualsiasi investimento finanziario, con la speranza che sia a lungo termine.
Mi piacerebbe imitare il mitico Matusa, il quale, lemme lemme...
Ma non sarà semplice.
Intanto è passato un anno.
Anzi: è già passato un anno...