domenica 25 luglio 2010

Ecologia e dintorni


Altrove ho accennato l'acquisto di un terreno, prospiciente casa mia.
Si trattava di un'area edificabile, che all'epoca aveva un indice edificatorio ottimo.
Visto che con l'edilizia non ho mai avuto a che fare, a me questo 'indice' diceva poco, se non niente del tutto.
Ho scoperto questo valore quando un amico mi ha messo in guardia su trattative in corso per l'acquisizione di quest'area nel suo complesso. Era definita 'zona di completamento', che avrebbe consentito la costruzione di un palazzo di quattro piani, con alloggi con una metratura di circa quattrocento metri quadri per piano.
Nella foto in apertura, si vede la mia visuale dal balcone di casa, che essendo a pianterreno, sarebbe stato penalizzato più degli altri alloggi più in alto.
Infatti il palazzo sarebbe sorto proprio al centro della foto. Non mi ero allarmato più di tanto, perché quest'area era divisa in due striscie di terreno, con due proprietari differenti; la limitata profondità di ciascuna striscia non avrebbe comunque consentito altro che un piccolo basso capanno.
Avuto sentore che qualcuno si stava attivando per l'acquisto di entrambe le strisce, perfino uno gnocco avrebbe capito che era bene muoversi.
A quel tempo ancora battevo (!) da circa il lunedì a circa il venerdì fuori casa, per cui i tempi di ricerca e trattativa erano limitati.
Intanto era stata necessaria una manovra di livello napoleonico: in prima battuta l'acquisto della striscia più lontana, in modo da 'costringere' il proprietario più prossimo a cedere a me quel suo territorio. La sua larghezza, nonostante l'indice assegnato, non gli avrebbe consentito una vendita ad altri.
Nello stesso tempo, proprio il frazionamento impediva di chiedere cifre oltre il ragionevole.
Detto fatto, operazione riuscita. I due proprietari, anzianotti, portati dal notaio in sedute separate per gli atti di vendita, avevano richiesto il pagamento in contanti.
La mia impressione è che fossero i rispettivi parenti (gli stessi che li avevano condotti dal notaio) ad avere sollecitato questa forma di pagamento; e sono convinto che quei denari non avevano fatto in tempo ad arrivare neanche alla casa. Ma tant'è, non erano fatti miei.
In banca, nelle due occasioni, avevano fatto battutine delicate sulla destinazione di quel contante, a livello di "ti hanno rapito il gatto e lo devi riscattare?".
La visita ai terreni appena acquistati era stata un po' deprimente: le case che li circondavano, vedendoli quasi abbandonati, li avevano usati come discariche.
Ci avevo trovato di tutto, materiale edilizio, copertoni, sacchetti di immondizia sfracellati dai randagi della zona, ossa di bestie.
Per portare via tutto quel 'ben di dio' avevo fatto venire una ruspetta, poiché il materiale, tra sole e piogge, si era nel tempo amalgamato al terreno.
Mi ero raccomandato di non scavare troppo profondo, per il timore che venissero alla luce ossa paraumane, che avrebbero bloccato tutta l'operazione di recupero del territorio.
Le due strisce di terreno sono terrazzate, con un dislivello di poco meno di tre metri l'una dall'altra; più una quattrina di metri per scendere dal mio giardinetto al piano sottostante.
Ho dovuto fare tutti i muri perimetrali, munirli di rete, e sistemare un cancello elettrico alla stradella di accesso.
Tutti lavori regolarmente pianificati e consegnati all'ufficio tecnico del comune.
La discesa dal piano di casa mia, come detto di circa quattro metri, prevedeva una scala, legata al muro, con un terrazzino di collegamento.
Avevo affidato tutti i lavori a un personaggio un po' controverso, anzi diciamo pure un po' balordo.
Aveva il pregio di essere un muratore super, di essere un mulo, tipo quelli mitici della prima guerra mondiale, fratelli degli alpini di allora.
Con me e la mia famiglia era in buoni rapporti; in giro per il paese preferivano evitarlo, perché i furti e le botte erano contorno abituale al suo lavoro.
I nostri lavori li aveva presi a cuore, e li eseguiva secondo la sua visuale, come se il terreno fosse stato suo; con la cura tipica del buon padre di famiglia. Con l'aiuto di un manovale con i capelli rossi (c'entra niente, ma dà un po' di colore alla storia), iniziava alle sette del mattino e terminava al tramonto.
I muratori storici, oggi, iniziano alle otto, pausa colazione alle nove, pausa pranzo alle dodici, e alle cinque della sera fanno cadere il martello o la cazzuola, che riprenderanno in mano la mattina successiva.
Essendo io in giro per il mondo, non potevo seguire l'andamento di questi lavori, ma avevo la certezza che li avrebbe fatti a regola d'arte.
Le ragazze, a dio piacendo, ne capivano meno di me, per cui andava a ruota libera senza che nessuno lo ostacolasse; si era in luglio, tutto quello che la banda femminile poteva fare era di portare litri d'acqua o altre bevande, per dissetare i due muli.
Avendo mano libera, Peppo (diamogli un nome), aveva deciso che il terrazzino di collegamento alla scala di prima discesa, fosse un pochino più ampio, per consentirne un uso diverso dal solo transito.
Così il paio di metri quadri previsti li aveva fatti diventare una trentina, con una scalinata verso sud e una verso nord. Regolarmente non previsti nel piano depositato in comune.
Non aveva fatto i conti con i miei vicini.
All'epoca non c'erano ancora i cellulari, con casa mi sentivo ogni sera al rientro in albergo.
Da quell'antico mezzo di comunicazione ero venuto a sapere che, con Peppo che stava preparandosi alla gettata di cemento, c'era stata la visita dei vigili e del tecnico comunale.
Avevano fatto foto da tutte le angolazioni, steso il verbale e, avendo giudicato l'opera muraria di scarso rilievo, non avevano neanche fermato i lavori.
Il che aveva consentito a Peppo di finire il lavoro, e di convincere i vicini che tutto era regolare.
Altri vicini, che mi conoscono bene, già avevano commentato: "Figuriamoci se Gattonero (pseudonimo) faceva qualcosa non in regola!".
Indirettamente credo di avere, già allora, contribuito, a mie spese, a un piccolo abbattimento della CO2.
Se avessi consentito la costruzione di quel palazzo, con l'entrata minimo di una quindicina di famiglie, le immissioni del loro vivere quotidiano si sarebbero aggiunte alle altre in essere.
E ancora adesso gli abitanti del circondario, compresi i vicini bastardi, si godono la vista del verde perenne e dei frutti di quest'area bonificata.
Del mio piccolo ulteriore apporto a queste riduzioni parlerò ancora, più avanti.


(Voglio chiudere con Peppo: anni dopo, oltre a tutto il resto, furti e prepotenze, pare abbia anche ammazzato il suocero a fucilate dopo una lite violenta. Che abbia fatto bene o meno, non lo posso sapere: so solo che la moglie e i figli difendono a spada tratta il suo operato. E contenti loro, contenti tutti.
Lui da un po' di anni entra ed esce dal carcere. Quando si vede la macchina dei caramba in sosta davanti casa sua, si sa che è ai domiciliari; altrimenti è in convento).

21 commenti:

  1. Che bella vista hai dal balcone di casa. Potresti però ingrandire i caratteri: sto diventando orba... :)

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  2. Steffy, per te questo e altro.
    Non sei orba, è che il mezzo ogni tanto, sovente, mi frega, ma non è una novità.
    Quando clicco so che ho cliccato, ma di preciso non so cosa ho cliccato.
    Anche il corpo del carattere esce a caso.
    Importante è che le foto 'parlino'.

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  3. Un plauso alla tua lungimiranza... Adesso puoi goderti una vista naturale e superba, ed è tutto merito tuo e di quel discolaccio di un Peppo e del suo rosso malpelo aiutante che da colore alla storia... Sai... Senza il rosso, avrebbe avuto tutto meno senso. :D

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  4. Bravo gattonero,
    ma giusto per metterti un po' in crisi... avresti potuto schiarire le foto con un programma di fotoritocco!


    hehehehehhhe

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  5. @ Rospo: mi hai dato un'idea, nei prossimi racconti vedrò di inserire sempre una spruzzata di rosso; dove possibile rosso granata.

    @Itsas: credevo mi volessi un po' di bene e mi proponi il suicidio?

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  6. IIIIOOOOO!!!!!

    ho solo dato dei consigli per migliorare il blog...
    vedi?
    parla stefania... e va tutto bene!
    parla rospo... e va tutto bene!
    parlo io... e induco al suicidio!


    edddillo allora che non mi vuoi più bene....

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  7. @Itsas:
    Stefania è una maestra fotografa (anni luce...).
    Rospo apprezza il colore 'nel' testo.
    Tu mi mandi allo sbaraglio in un campo di ortiche, sapendo benissimo che ci finirei arrosto.

    Ti voglio, come si dice, un mondo di bene; ma parlare di 'ritocchi' a me è come darmi un'ascia e chiedere di tagliarmi la testa da solo.
    (Questo oggi, del doman non v'è certezza e potrei anche riuscirci; sono riuscito a farmi due blog senza sapere come ho fatto, vuoi che non riesca alla fine a fare dei 'ritocchini'?).

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  8. per stare davvero tranquillo non ti resta che disporre un po' di carri-armatini lungo il confine più esterno.
    Io faccio sempre così ogni volta che conquisto l'Ucraina o la Groenlandia e di solito non mi fregano più....

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  9. @Tyler: ho i gatti che fanno la ronda, fuori e dentro i confini.
    Ogni tanto ne sparisce uno: mi piace pensare che si è sacrificato in difesa del territorio.
    E mi piace pensare che lo ha fatto, felice di farlo, perlomeno con la stessa felicità che accompagna i nostri soldati quando vanno a morire in difesa del territorio di non si sa bene chi.

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  10. Ora va meglio.

    Le foto raccontano...

    :)

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  11. Hai anche l'orologio sballato... o stai all'estero?
    :D

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  12. @ Ste248: dopo la richiesta di ritocchi di Itsas, ti ci metti anche tu con l'ora.
    Non ci avevo fatto caso, adesso mi hai messo l'angoscia... in effetti è un'ora strana.
    Non essendo all'estero, deve esserci qualcosa che non va.
    Ma il saperlo non mi aiuta, visto che non so come diavolo si fa ad aggiornarla.
    Il giorno mese anno, però, mi sembrano giusti; meglio che niente: metti che ci fosse, che so, 79 d.c., potresti immaginarmi in giro per Pompei a fare shopping... poco prima...

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  13. Ho parlato di un muratore! :D

    Chissà se era il tuo PEPPO!!!!! :D

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  14. Impossibile io che commenti alle 4,17 del mattino! Sono ronfatrice più dei gatti.
    :D

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  15. Ancora sballato: sono le 20,34!
    :D

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  16. @ Steffy: non so se torni qui; se ci sei tornata, lascia perdere l'ora, al limite guarda la data, ma senza garanzie neanche per quella.
    Ipotizzo: quando sono rimasto isolato con l'adsl, l'ora si è fermata, e, dopo il ripristino, ha ripreso da dove si era bloccata (ma la mia assistente ha già bocciato l'ipotesi).
    Oppure: porta l'ora legale di prima della guerra e quelle illegali del dopoguerra; le due ore sono in conflitto e fanno casino.
    Di più nin so.

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  17. Scusa, ma coincide con l'ora del pc in basso a destra? Forse devi sistemare solo quello... Oppure stai all'estero e non lo vuoi dire?
    ;-)

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  18. Quello è esatto: adesso sono le 16.37 e il tuo intevento è orato 03.34.
    Per adesso non sono all'estero; se Bossi avanza lo sarò, ma lo sarai anche tu, sopra la linea gotica.

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  19. Non è una gran bella prospettiva...
    qui mi sa che ci tocca fare le valigie!

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  20. @ Steffy: sono tornato in Italia.
    La mia assistente/badante, dietro lauta mancia e minacce relative alla futura (spero lontana) eredità, si è messa al lavoro di brutto, e ha scoperto che ero dalle parti del Pacifico.
    Magari ero proprio nella zona della BP: ecco il nero del mio manto felino da dove arriva!

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  21. A parte il nero "pece", forse si sta meglio da quelle parti... :( Badante? o-O

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